Centro di studi filologici e linguistici siciliani

Il Centro promuove gli studi sul siciliano antico e moderno, con una speciale attenzione rivolta al mondo della scuola, per un corretto approccio alla cultura dialettale e alla storia linguistica della Sicilia.

UNA MARINA DI LIBRI – 2018


 

Cari AMICI,

                      Vi confermo che anche quest’anno il Centro di studi filologici e linguistici siciliani predisporrà una esposizione delle pubblicazioni in occasione della manifestazione “Una marina di libri”, che si terrà dal 7 (ore 17.00) al 10 giugno all’Orto Botanico (Via Lincoln). Un impegno organizzativo opportuno affinché la nostra attività sia nota a un pubblico più vasto.

Vi comunico anche che, nell’ambito della manifestazione, organizzeremo una tavola rotonda (venerdì 8, ore 10,00) sul tema della cultura regionale nella Scuola.

  Cordiali saluti                                                                             Giovanni Ruffino

COLLEGATI

SEMINARIO – OSSERVARE LO SPAZIO LINGUISTICO – 24 maggio 2018


 

 

 

 

 

 

 

 

 

ATLANTE LINGUISTICO DELLA SICILIA (ALS)
In occasione della 50a pubblicazione dell’ALS

OSSERVARE LO SPAZIO LINGUISTICO
Due prospettive

INTRODUCONO

GIOVANNI RUFFINO e MARI D’AGOSTINO, Direttori del Progetto ALS
FRANCO LURÀ, Bellinzona, Centro di Dialettologia e di Etnografia della Svizzera italiana
TULLIO TELMON, Università di Torino, Direttore dell’Atlante Linguistico ed Etnografico del Piemonte occidentale

La prospettiva onomastica
MARINA CASTIGLIONE, Università di Palermo, curatrice del Progetto DASES (Dizionario-Atlante dei Soprannomi etnici in Sicilia)
ERIKA MILIA, ricercatrice sul campo del DASES
MARIANNA TROVATO, Università di Torino, dottoranda di ricerca per il DASES

La prospettiva sociolinguistica
MARI D’AGOSTINO, Università di Palermo, responsabile della sezione sociovariazionale dell’ALS
VINCENZO PINELLO, Università di Palermo, autore del volume Raccontare e rappresentare le lingue e lo spazio. L’esperienza dell’Atlante Linguistico della Sicilia (Stuttgart, Franz Steiner 2017)
FRANCESCO SCAGLIONE, Università di Palermo, Dottore di ricerca

Palermo, 24 maggio 2018
Ore 10.00 >13.00 – Aula Magna ed. 12

Scuola Internazionale Estiva di Dialettologia


Centro Internazionale di Dialettologia

Università degli Studi della Basilicata

Scuola Internazionale Estiva di Dialettologia – prima edizione

Download Programma

Web Università della Basilicata

Borse Lampedusa – prima relazione sull’attività


Diffondiamo con molta soddisfazione alcune immagini dell’attività svolta a Lampedusa dalle due borsiste del Centro di studi filologici e linguistici siciliani, dott.sse Francesca Gnoffo e Teresa Di Maggio.
L’attività si è svolta nella biblioteca per bambini e ragazzi di Lampedusa, fondata dall’Associazione IBBY Italia d’intesa col Comune di Lampedusa.

Download Relazione della Dott.ssa Teresa Di Maggio

Download Relazione della Dott.ssa Francesca Gnoffo

Download dei racconti sull’attività

Diario di bordo 1 - Diario di bordo 2 - Diario di bordo 3 - Diario di bordo 4 - Diario di bordo 5

RELAZIONI E BILANCI: VERBALE DELLA RIUNIONE DEL CONSIGLIO DIRETTIVO DEL 12 FEBBRAIO 2018


Si pubblica il verbale della riunione del Consiglio direttivo del Centro di studi del 12 febbraio 2018 con le Relazioni consuntive 2017 e di previsione 2018.

Verbale-Consiglio-direttivo-2018.pdf

NOVITÀ EDITORIALE


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

BOLLETTINO DEL CENTRO DI STUDI FILOLOGICI E LINGUISTICI SICILIANI, 28/2017

IN RICORDO DI TULLIO DE MAURO

a cura di Franco Lo Piparo

AA.VV., Bollettino del Centro di studi filologici e linguistici siciliani. In ricordo di Tullio De Mauro, 28, Palermo 2017

ISSN 0577-277X – Pagine 293, € 35,00 dim. cm 17 x 24,5 x 1,6 – peso gr. 600

Questo volume del Bollettino raccoglie 15 contributi pensati a partire dall’opera di Tullio De Mauro. Apre la raccolta il saggio introduttivo di Franco Lo Piparo (pp. 5-13) che contestualizza la figura e il pensiero di De Mauro mostrandone i legami con Pagliaro, Wittgenstein e Gramsci. Gli altri contributi sono suddivisi in quattro sezioni che riflettono i temi di ricerca di De Mauro. La prima sezione (Parlanti e scriventi in Italia) include i saggi di Luisa Amenta (pp. 17-34) sul tema della comprensione linguistica nella scuola, quello di Mari D’agostino (pp. 35-58) sull’analfabetismo in Italia, quello di Claudio Marazzini (pp. 59-66) dedicato alla Storia linguistica dell’Italia repubblicana come prosecuzione ideale della Storia linguistica dell’Italia unita e quello di Rosanna Sornicola (pp. 67-82) dedicato al contributo degli studi italiani degli anni Venti e Trenta del secolo scorso alla storia della linguistica. La seconda sezione (Il lessico) include i saggi di Vincenzo Lo Cascio (pp. 85-108) sul processo combinatorio delle lingue tra retorica e lessicografia e quello di Salvatore Claudio Sgroi (pp. 109-148) sulla produzione lessicografica di De Mauro. La terza sezione (Significare e Parlare) raccoglie i contribuiti di Francesco La Mantia (pp. 151-174) sulla presenza della riflessione linguistica di Antoine Culioli nel pensiero di De Mauro, di Francesca Piazza (pp. 175-190) sul fenomeno della violenza verbale, di Patrizia Violi (pp. 191-194) sulle figure di Eco e De Mauro come maestri. La quarta sezione (Saussure e i problemi teorici del linguaggio) raccoglie i saggi di Felice Cimatti (pp. 199-214) su De Mauro e la filosofia italiana del linguaggio, quello di Giorgio Graffi (pp. 215-236) sui rapporti tra Saussure, De Mauro e Timpanaro, quello di Antonino Pennisi (pp. 237-264) sul tema dell’embodiement cognition messo in relazione con il pensiero di Spinoza, quello di Jürgen Trabant (pp. 265-280) sulla lingua come “spirito della nazione” in Humbolt e, infine, quello di Sebastiano Vecchio (pp. 281-287) sul rapporto tra  lingua e temporalità affrontato attraverso la nozione agostiniana di distentio.

INDICE

Franco Lo Piparo, A partire da Tullio De Mauro pag. 5 – I – PARLANTI E SCRIVENTI IN ITALIA – Luisa Amenta, Capire (e farsi capire) a scuola pag. 17 – Mari D’Agostino, Analfabeti nell’Italia di ieri e di oggi. Dati, modelli, persone, parole: la lezione di Tullio De Mauro pag. 35 – Claudio Marazzini, Dall’Italia unita all’Italia repubblicana: lezioni di stile e di metodo nella storia linguistica di Tullio De Mauro pag. 59 – Rosanna Sornicola, Il problema della storia linguistica: il contributo degli studi italiani degli anni Venti e Trenta del Novecento pag. 67 – II – IL LESSICO – Vincenzo Lo Cascio, Retorica e lessicografia. Il processo combinatorio pag. 85 – Salvatore Claudio Sgroi, Tullio De Mauro linguista-lessicografo pag. 109 – III – SIGNIFICARE E PARLARE – Francesco La Mantia, “Un atteggiamento irenico”. Su alcune pagine culioliane di Tullio De Mauro pag. 151 – Francesca Piazza, Le parole dell’odio. Dal lessico alle pratiche verbali pag. 175 – Patrizia Violi, Sul significare. De Mauro e Eco: due maestri di pensiero e di vita pag. 191 – IV – SAUSSURE E I PROBLEMI TEORICI DEL LINGUAGGIO – Felice Cimatti, Tullio De Mauro e la filosofia italiana del linguaggio pag. 199 – Giorgio Graffi, Saussure, De Mauro e Timpanaro pag. 215 – Antonino Pennisi, Cosa può un corpo. Spinoza e l’Embodied Cognition pag. 237 – Jürgen Trabant, Wilhelm von Humboldt a Roma: l’antichità e lo spirito della Nazione pag. 265 – Sebastiano Vecchio, Sulla distentio in sant’Agostino pag. 281 – Riassunto/abstract pag. 289

NOVITÀ EDITORIALE


 

 

 

 

 

 

 

 

 

MARINA CASTIGLIONE

FIABE E RACCONTI DELLA TRADIZIONE ORALE SICILIANA. TESTI E ANALISI

Lingue e Culture in Sicilia. Piccola Biblioteca per la Scuola, 4, Palermo 2018

ISBN 978-88-96312-84-1 – Pagine 134, € 10,00

dim. cm 15 x 22,5 x 0,5 – peso gr. 250

Alla fine dell’Ottocento, la Sicilia, insieme alla Toscana, ha fornito la maggiore quantità di testimonianze fiabistiche, grazie alla raccolta di Giuseppe Pitrè. Infatti, ben 42 su 200 fiabe delle Fiabe italiane di Italo Calvino (Torino, Einaudi 1956) sono tratte dal repertorio siciliano. Le fiabe di tradizione orale, come esempi di miti degradati, propongono all’ascoltatore di ieri e al lettore di oggi, un ordine sociale e un orientamento culturale che hanno resistito per secoli e che sono comuni a molte civiltà dell’Occidente come dell’Oriente.

Con questo breve studio, si fa il punto sulla produzione edita in Sicilia e si integra con una ricerca sul campo condotta in quattro comuni della Sicilia centrale in cui è stato possibile registrare alcune permanenze della ricca produzione orale popolare (consultabili al link www.dialektos.it). Il volume presenta, quindi, una prima parte con una ricognizione sui temi, forme, codici linguistici della tradizione e una seconda parte con l’analisi dei materiali di prima mano.

Si tratta del primo volumetto della collana dedicato espressamente alla scuola primaria e alla secondaria di primo grado e pensato per chi voglia applicare sin dai primi cicli e con la dovuta scientificità la Legge Regionale 9/2011 relativa all’«Insegnamento della storia, della letteratura e del patrimonio linguistico siciliano nelle scuole».

Alla pagina del portale www.dialektos.it dedicata al volume, sono interamente scaricabili le tracce audio e video dei testi analizzati, corredati da legenda esplicativa.

Indice – Introduzione delle curatrici della collana - Premessa – 1. Il patrimonio fiabistico in Sicilia – 1.1 Primi studi sulla fiaba - 1.2 Giuseppe Pitrè - 1.2.1 Elementi comuni alle fiabe pitreiane - 1.2.2 Dialetto e dialetti - 1.2.3 Onomastica - 1.2.4 Mamme-draghe (molte) e padri-draghi (pochi) – 1.2.5 I re-animali - 1.2.6 Colapesce - 1.2.7 Giufà - 1.3 Varianti ed esecuzioni - 1.4 Le traduzioni dei I tre racconti dei tre figli di mercanti – 1.5 Capuana – 2. Strutture e temi – 2.1 Struttura e protagonisti della fiaba tradizionale - 2.2 La classificazione tematica (Aarne e Thompson, AT o AaTh) - 2.3 Il corpus orale di CanicaJ, Delia, Sommatino e Licata - 2.3.1 Piccicanieḍḍu (Canicatti) – 2.3.2 Lu re Befè (Delia) – 2.3.3 Cumpari surciḍḍu, cumpari gaḍḍuzzu (Delia) – 2.3.4 Bbovu d’Antoni (Delia) – 2.3.5 Lu cuntu di San Giuseppi (Delia) – 2.3.6 Lo scambio vantaggioso (Delia) – 2.3.7 L’anciḍḍuzzu d’oru (Delia) – 2.3.8 La principessa che non ride (Delia) – 2.3.9 A jimmuruta (Licata) – 2.3.10 Don Piacintinu (Licata) – 2.3.11 Il Mago e Marco (Sommatino) – Proposte didattiche – Criteri di trascrizione fono-ortografica e conversazionale con esempi – Riferimenti bibliografici

NOVITÀ EDITORIALE


 

 

 

 

 

 

 

 

 

LEGGERE LA LETTERA. IL MAESTRO DON LORENZO MILANI 50 ANNI DOPO

Luisa Amenta e Marina Castiglione, Lingue e Culture in Sicilia. Piccola Biblioteca per la Scuola, 3, Palermo 2017

ISBN 978-88-96312-79-7 – Pagine 157, € 10,00

Dal 1947, quando cominciò il suo apostolato a San Donato di Calenzano, al 1967, anno in cui morì, si svolge la preziosa opera educativa di don Lorenzo Milani, fondatore della nota scuola popolare di Barbiana. Sono trascorsi cinquant’anni dalla pubblicazione postuma di Lettera a una professoressa e il volume intende fornirne una lettura attualizzata alla luce delle nuove (ma in fondo sempre vecchie) istanze sociali e linguistiche che bussano al mondo della scuola. Oggi non è possibile decontestualizzare dal momento storico i contenuti, tra denuncia e proposta, della Lettera per farne vessilli di opposte faziosità, ma non è neanche possibile non vederne la potenza dei principi ispiratori. I docenti che si sentono chiamati in causa come agenti di un miglioramento della società, quindi, non possono ignorare i contenuti della Lettera e, soprattutto, non possono non chiedersi in cosa, nel 2017, la scuola come istituzione e come comunità educante debba accogliere lo stimolo di chi la considerava l’“ottavo sacramento”. Per costruire questo volume ci si è avvalsi delle riflessioni degli studenti di oggi, futuri insegnanti, facendoli esercitare nella dialogicità intrinseca a gran parte della produzione milaniana.

INDICE
Introduzione delle curatrici della collana 5 – Introduzione 7 – I. Una scuola per leggere e scrivere, pensare e umanizzarsi 11 – 1. Maestro per sempre 12 – 2. La vera scuola come ottavo sacramento 16 – 3. Le conferenze del venerdì e il ruolo degli intellettuali 23 – 4. Una lingua, più lingue per pensare e emanciparsi 26 – 5. Il controllo della parola scritta 30 – 6. Il cinquantesimo, occasione di nuove accuse 34 – II. I nuovi Gianni e i nuovi Pierini: per un’educazione linguistica consapevole 41 – 1. “Il problema degli altri è uguale al mio. Sortirne tutti insieme è la politica. Sortirne da soli è l’avarizia” 41 – 2. “La scuola ha un solo problema: i ragazzi che perde” 45 – 3. “La vostra lingua potrebbe fargli comodo” 48 – 4. “Perché non c’è nulla che sia ingiusto quanto fare le parti uguali tra i diseguali” 53 – 5. “Perché è solo la lingua che fa eguali” 58 – 6. “L’arte dello scrivere si insegna come ogni altra arte” 62 – 7. “Il sapere serve solo per darlo” 64 – III. Depierinizzarsi. Letture e commenti a Lettera a una professoressa 67 – IV. Se una mattina andando a scuola, uno studente… Lettere ai professori 111.

CENTRO / REGIONE: LA SENTENZA DEL TAR


Cari Soci,

                 come certo ricorderete, dopo l’esclusione del nostro Centro dal finanziamento regionale per l’anno 2014, decidemmo di presentare un ricorso al TAR. Ricorderete anche che la mancata inclusione del Centro tra le istituzioni meritevoli di sostegno da parte della Regione Siciliana, aveva determinato la ferma protesta della comunità scientifica internazionale.

Ora, a distanza di quasi tre anni durante i quali il Consiglio direttivo è stato impegnato in non poche complesse vicende (pronunciamenti provvisori del TAR, coinvolgimento del Consiglio di Giustizia Amministrativa), la definitiva sentenza di alcuni giorni fa, pubblicata il 5/10/2017 (che allego), rimette le cose a posto, prima di tutto sul piano morale. Vedremo poi se e quando potremo avere un qualche pur minimo risarcimento finanziario.

Devo aggiungere che l’Amministrazione regionale esce malissimo da questa vicenda, poiché il TAR ritiene fondate le censure riferite a «eccesso di potere per violazione ed erronea applicazione della lex specialis, per violazione dell’istituto del soccorso istruttorio, violazione del principio di proporzionalità; travisamento dei fatti; difetto di istruttoria, irragionevolezza, manifesta sproporzione, illogicità manifesta». Non è poco.

Devo infine ringraziarVi, anche a nome del Consiglio direttivo, per la costante, convinta partecipazione all’attività istituzionale del nostro Centro, e per il sostegno in questa difficile circostanza.

 

Un saluto cordialissimo dal Vostro

Giovanni Ruffino

SENTENZA

Finalità della collana “Lingue e culture in Sicilia. Piccola Biblioteca per la Scuola”


Il Centro di Studi Filologici e Linguistici siciliani promuove gli studi sul siciliano antico e moderno, con una speciale attenzione rivolta al mondo della scuola, per un corretto approccio alla cultura dialettale e alla storia linguistica della Sicilia.

L’attività del Centro è sostenuta dalla legge regionale n. 54 del 21 agosto 1984 e, relativamente alla formazione scolastica, corrisponde a quanto previsto all’art. 2 della Legge Regionale 9/2011 (“Norme sulla promozione, valorizzazione ed insegnamento della storia, della letteratura e del patrimonio linguistico siciliano nelle scuole”), laddove si precisa che gli interventi didattici vanno attuati «con la collaborazione delle Università siciliane e dei Centri studi siciliani specializzati nella ricerca filologica e linguistica».

Per rafforzare ulteriormente la propria presenza nel mondo della scuola e continuare lungo il percorso intrapreso grazie alla realizzazione di corsi di formazione nelle Università di Palermo e di Catania, alla pubblicazione di opere significative dedicate alla Scuola (tra le altre, i due importanti volumi di Lingue e culture in Sicilia), alla creazione del portale “Diálektos” e alla promozione di un’associazione di insegnanti, il CSFLS ha previsto, tra le altre, una collana specificamente dedicata: “Lingue e culture in Sicilia. Piccola Biblioteca per la Scuola”.

È ancora possibile parlare di dialetto a scuola?

Quando si parla di dialetto a scuola scattano negli operatori (e nelle famiglie) diversi sentimenti talora opposti:

a) entusiastica approvazione, in nome di una identità linguistica che va andrebbe rivendicata appellandosi alla prima scuola poetica della penisola e ai tre premi Nobel della letteratura (posizione neo-separatista);

b) contenuta approvazione, purché ci si limiti a insegnare un po’ di etimologia, a dimostrazione della capacità dei siciliani di inglobare tutte le culture provenienti dall’esterno (posizione politicaly-correct);

c) disapprovazione sostenuta in base alla presunta “evidenza” che il dialetto non consentirebbe un corretto apprendimento della lingua ufficiale e, oggi come oggi, non avrebbe alcuna utilità (posizione contemporaneista).

Nessuna di queste posizioni rivela un approccio scientificamente e storicamente corretto. Sebbene la Linguistica italiana sia ormai da anni una disciplina obbligatoria nei manifesti degli studi dei corsi di Laurea che licenziano i futuri docenti di Lettere, spesso la riflessione metalinguistica è inficiata da conoscenze parziali e pregiudizi molto resistenti.

Il portale Diálektos e la collana “Lingue e culture in Sicilia. Piccola Biblioteca per la Scuola” – distribuita in due sezioni: “Strumenti e metodi” e “Percorsi” – nascono con l’intento di offrire ai docenti di ogni ordine e grado strumenti, sia di carattere didattico sia di taglio saggistico-divulgativo, grazie ai quali portare in classe il dibattito linguistico con un approccio sereno e consapevole. In particolare, la collana mette al centro della sua proposta editoriale la variazione linguistica, tra resistenze, cambiamenti, trasformazioni.

La scuola, infatti, deve essere l’agenzia in cui si forma la coscienza dell’identità plurale, proprio a partire dalla ricchezza delle lingue che hanno attraversato e attraversano il nostro territorio, senza marginalizzare i dialetti a varietà residuali o ignorarli come codici delle classi subalterne, ma anche senza esaltarli acriticamente.

Come?

La Collana prevede la realizzazione di agili manualetti di approfondimento (in alcuni casi corredati da vere e proprie proposte didattiche) relativi a diversi temi della linguistica siciliana e pensati per i docenti, ma anche per gli studenti.

Un primo saggio è apparso nel 2015, ed è stato dedicato alle parole che sono venute dal mare in epoca medievale e che in Sicilia, e nel siciliano, hanno trovato casa: «La storia dell’umanità è storia di migrazioni: di popoli, di uomini e di donne e con essi di cose, di parole, di linguaggi. Molte parole delle lingue d’Europa sono penetrate e si sono diffuse in seguito ai contatti – militari, economici, culturali – di epoca medievale. Contatti con genti asiatiche e africane (berbere) di lingua araba» (Giovanni Ruffino e Roberto Sottile, Parole migranti tra Oriente e Occidente, 2015, p. 5). La scelta è stata ponderata, proprio per ridimensionare le paure che riguardano i contatti con gli altri popoli e le altre lingue e per consentire anche agli studenti allofoni di vedere nel repertorio linguistico della Sicilia un bacino di integrazioni e accoglienze secolari.

Seguiranno altri volumi, nei quali si cercherà di condurre approfondimenti e riflessioni che di norma non trovano spazio nei curricula disciplinari: ad es. sul lessico (anche attraverso testi letterari dialettali); sull’italiano regionale; sull’onomastica regionale; sull’educazione linguistica; sull’uso differenziato del dialetto e dell’italiano; su testi funzionali o paraletterari (ad esempio la canzone) plurilingui; attraverso laboratori di ricerca sul campo; ecc.). Tali proposte potranno prestarsi a unità didattiche per quanti intendano svolgere utilmente attività legate alla valorizzazione dell’identità e alla formazione di una più completa coscienza linguistica.

Marina Castiglione e Iride Valenti