Centro di studi filologici e linguistici siciliani

Il Centro promuove gli studi sul siciliano antico e moderno, con una speciale attenzione rivolta al mondo della scuola, per un corretto approccio alla cultura dialettale e alla storia linguistica della Sicilia.

CONVEGNO IDENTITÀ E LINGUAGGIO 14-15/12/2017


 

 

 

 

 

 

 

 

 

IDENTITÀ E LINGUAGGIO

Parole, cose, fatti della cultura tradizionale siciliana

 

Nel ricordo di Antonino Buttitta

14 – 15 dicembre 2017

Aula Magna della Scuola di Scienze Umane e del Patrimonio Culturale

EDIFICIO 12 – EX FACOLTÀ DI LETTERE E FILOSOFIA

CENTRO STUDI ZABÚTCENTRO DI STUDI FILOLOGICI E LINGUISTICI SICILIANIFONDAZIONE IGNAZIO BUTTITTAMUSEO INTERNAZIONALE DELLE MARIONETTE ANTONIO PASQUALINOUNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PALERMODIPARTIMENTO DI SCIENZE UMANISTICHEDOTTORATO IN STUDI LETTERARI, FILOLOGICO-LINGUISTICI E STORICO-FILOSOFICI

LOCANDINA - Scarica il PROGRAMMA

CORDOGLIO PER LA SCOMPARSA DI MAX PFISTER


Conferimento della Laurea Honoris Causa a Max Pfister, Università di Palermo, 28 febbraio 2002

Conferimento della Laurea Honoris Causa a Max Pfister, Università di Palermo, 28 febbraio 2002

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Cari Soci,

                Max Pfister non è più con noi. Ho già espresso il cordoglio del Centro di studi filologici e linguistici siciliani al collega Wolfgang Schweickard con la famiglia del LEI.

La scomparsa di Max Pfister ci addolora profondamente. I Soci del Centro di studi filologici e linguistici siciliani rendono omaggio allo straordinario protagonista degli studi linguistici italiani, di cui ricordano la grande umanità e la tempra impareggiabile.

 

Giovanni Ruffino

Presidente del Centro di studi

filologici e linguistici siciliani

CENTRO / REGIONE: LA SENTENZA DEL TAR


Cari Soci,

                 come certo ricorderete, dopo l’esclusione del nostro Centro dal finanziamento regionale per l’anno 2014, decidemmo di presentare un ricorso al TAR. Ricorderete anche che la mancata inclusione del Centro tra le istituzioni meritevoli di sostegno da parte della Regione Siciliana, aveva determinato la ferma protesta della comunità scientifica internazionale.

Ora, a distanza di quasi tre anni durante i quali il Consiglio direttivo è stato impegnato in non poche complesse vicende (pronunciamenti provvisori del TAR, coinvolgimento del Consiglio di Giustizia Amministrativa), la definitiva sentenza di alcuni giorni fa, pubblicata il 5/10/2017 (che allego), rimette le cose a posto, prima di tutto sul piano morale. Vedremo poi se e quando potremo avere un qualche pur minimo risarcimento finanziario.

Devo aggiungere che l’Amministrazione regionale esce malissimo da questa vicenda, poiché il TAR ritiene fondate le censure riferite a «eccesso di potere per violazione ed erronea applicazione della lex specialis, per violazione dell’istituto del soccorso istruttorio, violazione del principio di proporzionalità; travisamento dei fatti; difetto di istruttoria, irragionevolezza, manifesta sproporzione, illogicità manifesta». Non è poco.

Devo infine ringraziarVi, anche a nome del Consiglio direttivo, per la costante, convinta partecipazione all’attività istituzionale del nostro Centro, e per il sostegno in questa difficile circostanza.

 

Un saluto cordialissimo dal Vostro

Giovanni Ruffino

SENTENZA

NOVITÀ EDITORIALI


 

 

 

 

 

 

 

 

 

ITALIANO, SICILIANO E ARABO IN CONTATTO

PROFILO SOCIOLINGUISTICO DELLA COMUNITÀ TUNISINA DI MAZARA DEL VALLO

Luca D’Anna, Biblioteca del Centro di studi filologici e linguistici siciliani. Terza serie, 2, Palermo 2017

ISBN 978-88-96312-78-0 – Pagine 160, € 20,00

Mazara del Vallo, che ospita nella sua Kasbah la comunità tunisina più antica d’Italia, è un laboratorio linguistico di straordinario interesse. Arrivati alla fine degli anni Sessanta per lavorare nel settore della pesca, gli immigrati tunisini condividono da mezzo secolo, in terra e in mare, il proprio spazio vitale con la popolazione di Mazara del Vallo, in una coesistenza pacifica, sebbene non esente da problemi. Questo volume ripercorre, in un viaggio fra i vicoli densi di storia del centro storico, le trame linguistiche nate da questo contatto ormai cinquantennale. Il dialetto tunisino e quello siciliano si intrecciano, insieme all’italiano e al francese, nella produzione linguistica dei parlanti, che attraverso questo complesso repertorio danno voce a una identità polifonica, capace di abbracciare le due sponde del Mediterraneo e di evocarne la straordinaria ricchezza storica e culturale.

INDICE

Introduzione

Capitolo 1 – Mazara del vallo, una città di confine

1.1 Cenni storico-geografici sulla città di Mazara – 1.2 stato dell’arte – 1.3 descrizione dell’indagine: campione e metodo

Capitolo 2 – La comunità tunisina di Mazara del vallo

2.1 «Il ritorno infelice» – 2.2 La comunità tunisina nel tessuto sociale urbano di Mazara – 2.3 Oltre la diaspora: una comunità transnazionale – 2.4 La pesca: dal boom alla crisi attuale – 2.5 La seconda e terza generazione: inizio di una nuova migrazione?

Capitolo 3 – Profilo sociolinguistico della comunità tunisina

3.1 Il repertorio linguistico nelle tre generazioni – 3.2 Acquisizione dell’italiano e trasmissione dell’arabo – 3.3 Il siciliano “latente”: profili diversi tra prima e seconda generazione – 3.4 Repertori troncati in un contesto urbano – 3.5 La scuola araba di Mazara del vallo: da opportunità a ostacolo – 3.6 Vitalità linguistica e presenza dell’arabo nel contesto urbano

Capitolo 4 – Italiano, siciliano e arabo in contatto

4.1 Interferenze linguistiche fra arabo, italiano e siciliano: una rotta a doppio senso – 4.1.1 L’interferenza fonetica – 4.1.2 L’interferenza morfologica – 4.1.3 L’interferenza morfosintattica – 4.1.4 L’interferenza lessicale e fraseologica – 4.2.4 Prestiti – 4.3.4 Arabo e siciliano: ibridi morfologici – 4.4.4 Code-switching: matrice e funzioni – 4.4.1 Analisi linguistica 112 – 4.4.2 Analisi funzionale

Capitolo 5 – Lingue e identità

5.1 Italiano, siciliano e identità tunisina: la lingua come fattore identitario? – 5.2 Centro vs periferia: l’italiano come varietà di prestigio, il ruolo del siciliano – 5.3 Diglossia e dilalia: modelli di prestigio a confronto – 5.4 Siciliano e dialetto tunisino nel giovanilese: creatività linguistica e social media

ConclusioniRingraziamentiRiferimenti bibliografici

 

Finalità della collana “Lingue e culture in Sicilia. Piccola Biblioteca per la Scuola”


Il Centro di Studi Filologici e Linguistici siciliani promuove gli studi sul siciliano antico e moderno, con una speciale attenzione rivolta al mondo della scuola, per un corretto approccio alla cultura dialettale e alla storia linguistica della Sicilia.

L’attività del Centro è sostenuta dalla legge regionale n. 54 del 21 agosto 1984 e, relativamente alla formazione scolastica, corrisponde a quanto previsto all’art. 2 della Legge Regionale 9/2011 (“Norme sulla promozione, valorizzazione ed insegnamento della storia, della letteratura e del patrimonio linguistico siciliano nelle scuole”), laddove si precisa che gli interventi didattici vanno attuati «con la collaborazione delle Università siciliane e dei Centri studi siciliani specializzati nella ricerca filologica e linguistica».

Per rafforzare ulteriormente la propria presenza nel mondo della scuola e continuare lungo il percorso intrapreso grazie alla realizzazione di corsi di formazione nelle Università di Palermo e di Catania, alla pubblicazione di opere significative dedicate alla Scuola (tra le altre, i due importanti volumi di Lingue e culture in Sicilia), alla creazione del portale “Diálektos” e alla promozione di un’associazione di insegnanti, il CSFLS ha previsto, tra le altre, una collana specificamente dedicata: “Lingue e culture in Sicilia. Piccola Biblioteca per la Scuola”.

È ancora possibile parlare di dialetto a scuola?

Quando si parla di dialetto a scuola scattano negli operatori (e nelle famiglie) diversi sentimenti talora opposti:

a) entusiastica approvazione, in nome di una identità linguistica che va andrebbe rivendicata appellandosi alla prima scuola poetica della penisola e ai tre premi Nobel della letteratura (posizione neo-separatista);

b) contenuta approvazione, purché ci si limiti a insegnare un po’ di etimologia, a dimostrazione della capacità dei siciliani di inglobare tutte le culture provenienti dall’esterno (posizione politicaly-correct);

c) disapprovazione sostenuta in base alla presunta “evidenza” che il dialetto non consentirebbe un corretto apprendimento della lingua ufficiale e, oggi come oggi, non avrebbe alcuna utilità (posizione contemporaneista).

Nessuna di queste posizioni rivela un approccio scientificamente e storicamente corretto. Sebbene la Linguistica italiana sia ormai da anni una disciplina obbligatoria nei manifesti degli studi dei corsi di Laurea che licenziano i futuri docenti di Lettere, spesso la riflessione metalinguistica è inficiata da conoscenze parziali e pregiudizi molto resistenti.

Il portale Diálektos e la collana “Lingue e culture in Sicilia. Piccola Biblioteca per la Scuola” – distribuita in due sezioni: “Strumenti e metodi” e “Percorsi” – nascono con l’intento di offrire ai docenti di ogni ordine e grado strumenti, sia di carattere didattico sia di taglio saggistico-divulgativo, grazie ai quali portare in classe il dibattito linguistico con un approccio sereno e consapevole. In particolare, la collana mette al centro della sua proposta editoriale la variazione linguistica, tra resistenze, cambiamenti, trasformazioni.

La scuola, infatti, deve essere l’agenzia in cui si forma la coscienza dell’identità plurale, proprio a partire dalla ricchezza delle lingue che hanno attraversato e attraversano il nostro territorio, senza marginalizzare i dialetti a varietà residuali o ignorarli come codici delle classi subalterne, ma anche senza esaltarli acriticamente.

Come?

La Collana prevede la realizzazione di agili manualetti di approfondimento (in alcuni casi corredati da vere e proprie proposte didattiche) relativi a diversi temi della linguistica siciliana e pensati per i docenti, ma anche per gli studenti.

Un primo saggio è apparso nel 2015, ed è stato dedicato alle parole che sono venute dal mare in epoca medievale e che in Sicilia, e nel siciliano, hanno trovato casa: «La storia dell’umanità è storia di migrazioni: di popoli, di uomini e di donne e con essi di cose, di parole, di linguaggi. Molte parole delle lingue d’Europa sono penetrate e si sono diffuse in seguito ai contatti – militari, economici, culturali – di epoca medievale. Contatti con genti asiatiche e africane (berbere) di lingua araba» (Giovanni Ruffino e Roberto Sottile, Parole migranti tra Oriente e Occidente, 2015, p. 5). La scelta è stata ponderata, proprio per ridimensionare le paure che riguardano i contatti con gli altri popoli e le altre lingue e per consentire anche agli studenti allofoni di vedere nel repertorio linguistico della Sicilia un bacino di integrazioni e accoglienze secolari.

Seguiranno altri volumi, nei quali si cercherà di condurre approfondimenti e riflessioni che di norma non trovano spazio nei curricula disciplinari: ad es. sul lessico (anche attraverso testi letterari dialettali); sull’italiano regionale; sull’onomastica regionale; sull’educazione linguistica; sull’uso differenziato del dialetto e dell’italiano; su testi funzionali o paraletterari (ad esempio la canzone) plurilingui; attraverso laboratori di ricerca sul campo; ecc.). Tali proposte potranno prestarsi a unità didattiche per quanti intendano svolgere utilmente attività legate alla valorizzazione dell’identità e alla formazione di una più completa coscienza linguistica.

Marina Castiglione e Iride Valenti

BORSE 2017 – LAMPEDUSA – VALUTAZIONE E ATTRIBUZIONE


Il Centro di studi filologici e linguistici siciliani, d’intesa con l’Amministrazione Comunale di Lampedusa, ha messo a disposizione la somma di € 5.000,00 da assegnare (€ 2.500,00 + € 2.500,00) a due giovani laureati residenti a Lampedusa o Linosa. Le borse sono destinate ad attività legate alla Biblioteca comunale.

Verbale di attribuzione

La Presidenza del Centro di studi filologici e linguistici siciliani ha provveduto a informare, assieme alle due prescelte, il Sindaco di Lampedusa.

  Palermo, 31 luglio 2017

ESERCIZIO FINANZIARIO 2017 – CONCESSIONE DA PARTE DELLA REGIONE SICILIANA DI UN SOSTEGNO ECONOMICO SOTTO FORMA DI CONTRIBUTO – ARTICOLO 128 DELLA L.R. 12/05/2010, N. 11 – DOCUMENTAZIONE


GAZZETTA UFFICIALE DELLA REGIONE SICILIANA

Anno 71° – Numero 29, Palermo – venerdì, 14 luglio 2017

AVVISO PUBBLICO PER LA MANIFESTAZIONE DI INTERESSE

DOCUMENTAZIONE PRESENTATA DAL CENTRO DI STUDI

FILOLOGICI E LINGUISTICI SICILIANI

Domanda 2017

IL SITO WEB DELL’ATLANTE LINGUISTICO SICILIANO


www.atlantelinguisticosicilia.it

L’Atlante Linguistico della Sicilia è considerato tra i più avanzati programmi di ricerca attualmente in cantiere in Italia nel settore della geografia linguistica e della sociolinguistica areale, assai apprezzato anche in campo internazionale. L’ALS ha l’obiettivo di documentare, tra il secondo e il terzo millennio, il repertorio linguistico dei siciliani, dallo stadio più arcaico del dialetto ai livelli più spinti di italianizzazione. Si vuole, dunque, presentare un quadro complessivo dell’odierna situazione linguistica della Sicilia, documentando la coesistenza dinamica di arcaicità e modernità. Rappresentando un punto di incontro tra dialettologia tradizionale e sociolinguistica, l’ALS si articola in due sezioni: etnodialettale e sociovariazionale. L’attività complessiva (prospettiva geo-etnolinguistica e prospettiva geo-sociolinguistica) si riflette nelle tre collezioni “Materiali e ricerche dell’Atlante linguistico della Sicilia”, “Piccola Biblioteca dell’ALS e “L’ALS per la scuola e il territorio”. All’Atlante Linguistico della Sicilia è stato attribuito il “Premio Giovani” 2003 dell’Università di Pavia con la seguente motivazione:

«L’attenzione alle tradizioni, al tessuto sociale, alla cultura spirituale e materiale di contadini, pastori, minatori, pescatori, a una storia affidata da gruppi e da individui alla testimonianza di quel bene culturale labile, personale e comune e microstorico, che è la parola dialettale, segnala le ricerche e i materiali siciliani studiati da questi giovani a modello di analisi linguistica e antropologica, e ad esempio di come si possa (e si debba) essere attuali e seducenti nella scelta di un rigore che è anche etico distacco dalle mode critiche». Sono stati sinora pubblicati 49 volumi, distribuiti nelle varie collane.

SCHEDA dell’Atlante Linguistico della Sicilia (ALS)

L’Atlante Linguistico della Sicilia si realizza a cura del Centro di studi filologici e linguistici siciliani e del Dipartimento di Scienze umanistiche dell’Università di Palermo.

Centro di studi filologici e linguistici siciliani c/o il Dipartimento di Scienze umanistiche dell’Università degli studi di Palermo – viale delle Scienze – edificio 12 – 90128 Palermo – Tel. 091.23899258-213 Mail csfls@libero.it – csfls@pec.it – P. IVA 00362830820

COMITATO SCIENTIFICO: Giovanni Ruffino, Mari D’Agostino, Luisa Amenta, Marina Castiglione, Vito Matranga, Giuseppe Paternostro, Roberto Sottile. Sezione galloitalica: Salvatore C. Trovato.