Centro di studi filologici e linguistici siciliani

Il Centro promuove gli studi sul siciliano antico e moderno, con una speciale attenzione rivolta al mondo della scuola, per un corretto approccio alla cultura dialettale e alla storia linguistica della Sicilia.

Borse 2015


CENTRO DI STUDI FILOLOGICI E LINGUISTICI SICILIANI

 c/o il Dipartimento di Scienze Umanistiche – viale delle Scienze – edificio 12 – 90128 Palermo

Il Centro di studi filologici e linguistici siciliani, al fine di incoraggiare giovani studiosi che abbiano intenzione di svolgere attività di ricerca nel campo della filologia e della dialettologia siciliana, mette a disposizione le seguenti borse di studio:

n. 5 borse di € 5.000,00 ciascuna, da assegnare sulla base di programmi di ricerca riguardanti:

a) i testi antichi siciliani

b) la lessicografia siciliana

c) la storia degli usi linguistici in Sicilia

d) la geografia linguistica, con particolare riguardo alle ricerche previste per l’Atlante Linguistico della Sicilia e l’Atlante Linguistico Mediterraneo

e) la organizzazione dell’Archivio delle parlate siciliane (n° 2 borse)

Le borse saranno assegnate entro l’ultima settimana di novembre 2015 da una Commissione costituita dal Consiglio direttivo.

Le somme saranno corrisposte compatibilmente con le risorse finanziarie accertate per l’esercizio 2015.

I vincitori delle borse di studio saranno seguiti, su incarico del Presidente del Centro di studi filologici e linguistici siciliani, da un docente, socio del Centro, il quale riferirà sui risultati raggiunti e autorizzerà il saldo di quanto dovuto.

Gli interessati dovranno far pervenire all’indirizzo postale o mail, entro il 10 novembre 2015, la loro richiesta corredata da un programma di ricerca, dal curriculum personale e da ogni altro utile documento.

Ulteriori informazioni potranno essere richieste ai seguenti indirizzi:

csfls@unipa.itgiovanni.ruffino@unipa.it

Palermo, 27 luglio 2015

Novità editoriali


Giovanni Ruffino e Roberto Sottile
Parole migranti tra Oriente e Occidente
(collana : Lingue e Culture in Sicilia. Piccola Biblioteca per la Scuola)
pp. 64, con 39 carte linguistiche a colori – € 10,00
ISBN 978-88-96312-80-3

L’immagine che oggi il Mediterraneo offre è lungi dall’essere rassicurante. Ai nostri giorni si può dire che le sue opposte rive non abbiano in comune che le loro insoddisfazioni. E sempre più si percepisce questo mare come spazio di attraversamenti intollerati. Percepire il Mediterraneo partendo dal suo passato rimane tuttavia un’abitudine tenace, e a volte viene da pensare che la retrospettiva prevalga sulla prospettiva. La retrospettiva è però irrinunciabile, oggi più che mai. E lo è nel momento in cui la realizzazione di una convivenza in seno ai territori multietnici, là dove si incrociano e si mescolano culture, religioni, lingue diverse, conosce sotto i nostri occhi uno smacco crudele. Con questa nuova Collana, il Centro di studi filologici e linguistici siciliani conferma la speciale attenzione per la Scuola, alla quale vuole offrire agili strumenti di approfondimento sugli aspetti più diversi della storia linguistica della Sicilia e della cultura dialettale. La pubblicazione di questo primo testo, nel quale si ricostruiscono succintamente molteplici percorsi di parole e di cose tra Oriente e Occidente, si colloca ancora una volta nel contesto mediterraneo, oggi tragicamente sconvolto da migrazioni di donne, uomini, bambini, ma anche arricchito dall’incontro di lingue e di culture. Questo volumetto vuole essere perciò un contributo a una migliore comprensione di quanto – oggi come ieri – accade intorno a noi.

RELAZIONI E BILANCI: ASSEMBLEA DEI SOCI DEL 12 MAGGIO 2015


Si rendono consultabili le relazioni e i bilanci relativi al biennio 2014-2015, discussi e approvati in occasione dell’Assemblea generale dei Soci, convocata martedì 12 maggio 2015 presso la sede della Direzione del Dipartimento di Scienze umanistiche dell’Università di Palermo.

Bilancio 2015 CSFLS

ESTRATTO DEL VERBALE DEL SENATO ACCADEMICO DEL 10 FEBBRAIO 2015


Comunicazione del prof. Roberto Lagalla, Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Palermo

Estratto Senato accademico 10-02-2015

ESERCIZIO FINANZIARIO 2014 – CONCESSIONE DA PARTE DELLA REGIONE SICILIANA DI UN SOSTEGNO ECONOMICO SOTTO FORMA DI CONTRIBUTO – ARTICOLO 128 DELLA L.R. 12/05/2010, N. 11


RELAZIONE
del Presidente, prof. Giovanni Ruffino, e del Consiglio direttivo del Centro di studi filologici e linguistici siciliani
Palermo, 9 ottobre 2014

Relazione Centro studi per Regione Siciliana 2014

LETTERA APERTA ALLE ASSOCIAZIONI CULTURALI DELLA SICILIA


La recente, incresciosa esclusione del Centro di studi filologici e linguistici siciliani dal novero degli istituti culturali meritevoli del sostegno del Governo Regionale Siciliano, ha suscitato nella comunità scientifica di tutto il mondo stupore e indignazione, come è testimoniato dalle centinaia di messaggi pervenuti, leggibili più avanti. Si tratta dell’ennesima mortificazione che la cultura siciliana subisce.

Non è azzardato sostenere che la Sicilia costituisca il più vasto e significativo bacino culturale del Mediterraneo; va perciò impedito il progressivo strangolamento della sua vitalità e delle risorse inestimabili di cui si alimenta: i musei, gli archivi, le biblioteche, la ricerca e la documentazione del patrimonio archeologico, linguistico, letterario ed etnoantropologico.

Noi reclamiamo:

-          la dovuta competenza in quanti governano e dirigono la politica culturale della Sicilia;

-          precisi riferimenti legislativi che garantiscano la possibilità di una seria programmazione, al fine di evitare affanni perniciosi, azzardi amministrativi, angustianti indebitamenti;

-          controlli severi ma celeri, che consentano la tempestiva erogazione dei contributi;

-          inappuntabili valutazioni di merito.

Per cancellare la pratica dell’elemosina o della mancia elevata a sistema, è necessaria una forte, comune iniziativa di denuncia e di proposta.

Il Centro di studi filologici e linguistici siciliani sta riflettendo sulla opportunità di promuovere una manifestazione davanti alla sede dell’Assessorato dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, per esprimere anche in questa sede la più vibrata protesta per una esclusione inammissibile.

Confidiamo nella solidarietà delle istituzioni culturali siciliane, alle quali proponiamo sin d’ora anche la promozione di una conferenza regionale sulla cultura, nella quale formulare precise proposte.

Giovanni Ruffino
Presidente del Centro di studi filologici e linguistici siciliani

Palermo, 9 gennaio 2015

MESSAGGI DI ADESIONE AL DOCUMENTO “PER IL CENTRO DI STUDI FILOLOGICI E LINGUISTICI SICILIANI”


Sono totalmente solidale con la vostra azione. Roberto Antonelli, Accademico dei Lincei

Stento a credere a quello che leggo. Tutta la mia solidarietà! Nicoletta Maraschio, Presidente emerito dell’Accademia della Crusca

Ancora  una volta, di fronte a questa ennesima prova dell’insipiente disinvoltura con la quale certi ambienti paraculturali e parapolitici trattano i temi della ricerca, resto senza parole. Indignazione è infatti una parola troppo debole per rappresentare tutto lo sdegno che si prova nel constatare come un’istituzione i cui meriti sono conosciuti in tutto il mondo sia costretta a enumerare i propri risultati per questuare ciò che dovrebbe invece spettarle come diritto. Tullio Telmon, Università di Torino

Aderisco alla protesta di tutto cuore. Coraggio. Henri Bresc, Parigi

Confermo la mia piena e convinta adesione alla sacrosanta battaglia. Emanuele Banfi, Presidente della Società di Linguistica italiana

Caro Presidente, ti esprimo la mia indignazione, come siciliano e come studioso. Credo che si sia toccato il fondo alla Regione. Si tratterà di una svista, sia pure clamorosa? Me lo auguro e  m’auguro soprattutto che si correrà ai ripari. Salvatore C. Trovato, Università di Catania

Ormai la vita universitaria è una lotta continua per la sopravvivenza, comincia a diventare davvero pesante. Elina Suomela-Härnä, Università di Helsinki

È una vergogna. Vincenzo Fera, Università di Messina

Mi dichiaro sin d’ora disponibile a fermissime e sacrosante altre iniziative di protesta. Il Centro, in oltre cinquant’anni di attività, ha svolto un’azione preziosa, raggiungendo traguardi scientifici eccezionali. Anche al Sud si possono fare cose ottime, i risultati dipendono dalle persone, non dalla latitudine. Rosario Coluccia, Università del Salento

Quanto accaduto è veramente vergognoso per chi come noi conosce il lavoro e i risultati scientifici del Centro. Margherita Spampinato, Università di Catania

Non riesco a credere! E’ veramente grave. Gianluigi Beccaria, Università di Torino, Accademico della Crusca

Questi sono i veri scandali: quelli che interrompono bruscamente non un’opera o un’iniziativa, ma una civiltà. Se passa un’iniziativa del genere si proclama l’avvento di un Medioevo ancor più oscuro di quello storico: è la civiltà stessa che cambia verso, ma per tornare all’homo oeconomicus di ferina tradizione. Si fermi questa deriva prima che sia troppo tardi! Alberto Sobrero, Università del Salento

Sono sbalordito e indignato, e naturalmente sostengo con piena convinzione ogni iniziativa tendente a far rientrare l’incredibile provvedimento della Commissione dell’Assessorato ai BB. CC. della Regione Siciliana. Lorenzo Coveri, Università di Genova

Penso che ognuno di noi dovrebbe impegnarsi affinché questa vicenda scandalosa diventi di dominio pubblico. Mario Pagano, Università di Catania

Per il contributo che il Centro ha portato alla cultura italiana tutta, un intervento del Ministro a livello nazionale sarebbe più che opportuno. Alessandro De Angelis, Università di Messina

Con molto rammarico apprendo la notizia non poco sorprendente che ci comunichi. Nicola De Blasi, Università Federico II, Napoli

Mi giunge incredibile la notizia da te oggi comunicata. Provo un senso di frustrazione e di indignazione. Saverio Guida, Università di Messina

Il Centro di studi filologici e linguistici siciliani è una istituzione storica, di grande prestigio internazionale e produttività scientifica, e la Regione Sicilia è famosa per innumerevoli dissipazioni di denaro pubblico. Mirko Tavoni, Università di Pisa

Apprendo con amarezza l’ultima stravaganza del governo regionale. Antonino Cusumano, Liceo classico Mazara del Vallo

Condivido pienamente  il documento inviato. Se sarà necessario andare direttamente in Regione  a sostenere il Centro io ci sarò. Immacolata Tempesta, Università del Salento

Senza parole. Più che altro, mi pare un’iniziativa suicida, da parte degli amministratori della regione, che sparano su una delle poche istituzioni in cui si lavori a un livello alto e internazionale. Rosa Casapullo, Università Federico II, Napoli

La decisione di escludere il CSFLS è per me come per tutti i colleghi tedeschi assolutamente incomprensibile e disastrosa. Il lavoro dell’Atlante assieme alle altre pubblicazioni , cito solo l’edizione della Scuola Poetica Siciliana e il Vocabolario etimologico) sono per la nostra ricerca e per l’insegnamento universitario di importanza fondamentale. Thomas Krefeld, Institut für Romanische Philologie

È incredibile quello che combinano. Nino De Vita, Cutusio – Marsala

Si rimane attoniti di fronte a scelte così incomprensibili e inspiegabili. Gabriella Alfieri, Presidente della Fondazione Verga

Tutta la mia solidarietà e la mia disponibilità in caso di iniziative che possano coinvolgermi. Considerando come questo in questo stato viene trattata la ricerca scientifica a livello nazionale, nulla da stupirsi se gli enti locali si comportano di conseguenza. Fiorenzo Toso, Università di Sassari

Caro Presidente, condivido la tua amarezza, il tuo sdegno e la tua collera per l’affronto fatto al Centro, che la Comunità scientifica dei Romanisti, nel mondo intero,  riconosce come uno dei più esemplari per la sua attività di ricerca linguistica. Michel Contini, Università di Grenoble

L’esistenza del Centro, sempre punto di riferimento per i nostri studi, è diventata fondante in seguito ad alcune delle importanti recenti iniziative, che la hanno proposta ben aldilà dell’area isolana e nazionale. Michela Sacco, Università di Palermo

Apprendo con stupore e rammarico la notizia. Salvatore Luongo, Direttore del Dipartimento di Scienze filologiche e linguistiche dell’Università Federico II, Napoli

Non mi stupisco più di nulla, ma mi rammarico profondamente per queste decisioni vergognose. Sergio Lubello, Università di Salerno

Resto allibito di fronte a una decisione così assurda assunta dal Governo Regionale della Sicilia nei confronti del benemerito Centro di studi filologici e linguistici siciliani, anima e motore propulsore della cultura siciliana e, direi, italiana. Renzo Massobrio, già preside della Facoltà di Lettere dell’Università di Torino

Vi trasmetto il mio più sentito sostegno, auspicando un doveroso e rapido ripensamento della Regione… Purtroppo, bisogna dirlo, dopo anni di indiscriminati attacchi all’Università, alla scuola, alle istituzioni culturali, e alla ricerca ci possiamo aspettare anche queste scelte irresponsabili … Speriamo che in questo caso la Regione si renda conto dell’importanza del lavoro e del ruolo del Centro. Leonardo Savoia, Università di Firenze

Non credevo ai miei occhi, davanti a tale decisione tanto incomprensibile quanto insensata! Mair Parry, Professor Emerita of Italian Linguistics, Department of Italian, University of Bristol

Firmo con convinzione e con tristezza, da testimone attento e lettore interessato al vostro straordinario lavoro. Giuseppe Silvestri, già Rettore dell’Università di Palermo

La prego di trasmettere alle autorità competenti lo sgomento dei colleghi di Lecce e mio per un provvedimento incomprensibile che, sono certo, è frutto più di un errore di valutazione che di altro: non può essere che un’oasi di efficienza e di cultura che onora tutto il Mezzogiorno sia men che meritevole di aiuto istituzionale. Marcello Aprile, Università del Salento

Sarò sempre dalla parte del Centro, e pronta ad partecipare ad iniziative di tutela e difesa delle sue attività. Gabriella Macciocca, Università di Cagliari

È uno scandalo per la Sicilia, che mi rattrista molto. Max Pfister, Università di Saarbrücken

Sembra incomprensibile. Assurdo. Endre Szkarosi, Università di Budapest

Piena solidarietà in questa difficile situazione. Roman Sosnowski, Università di Cracovia

Caro Presidente, quanto ci scrivi lascia senza parole … La commissione da chi è composta? Non posso naturalmente che approvare le dimissioni e le iniziative di cui parli. Salvatore Claudio Sgroi, Università di Catania

Speriamo si ravvedano. Me lo auguro poiché la cultura nel senso più ampio della parola, soprattutto in Sicilia, ha pochissime speranze di sopravvivenza. Carmela Ragusa, Docente delle Scuole secondarie

Aderisco senz’altro alla protesta. L’operazione mi pare scandalosa, ancorché intonata al tempo! Raffaele Simone, Università di Roma

Si tratta in effetti di uno scandalo che eccede di gran lunga il quadro geografico della Sicilia. Si tratta di uno schiaffo nella faccia del patrimonio culturale e scientifico d’Europa! Hans Goebl, Università di Salisburgo

Naturalmente aderisco subito e con piena convinzione alla protesta. Pietro Beltrami, Università di Pisa

In qualità di direttrice del dipartimento di Italiano dell’Università di Leidan vorrei manifestare il mio sostegno per la iniziativa in difesa del patrimonio linguistico e culturale siciliano. Roberta D’Alessandro, Università di Leiden

Do la mia piena adesione al documento di protesta contro la manovra economica del governo regionale siciliano che penalizza in modo assurdo un’istituzione prestigiosa come il Centro di studi filologici e linguistici siciliani. Maurizio Trifone, Università di Roma

La cosa è incredibile e inaccettabile, tale da lasciare senza parole, con un profondo senso di rabbia e di frustrazione. E’ umiliante costatare che un Centro come il vostro che per noi è stato sempre un modello a cui guardare e da cui avere stimoli e insegnamenti si trovi a trovarsi in questa assurda situazione. Tutti noi aderiamo senz’altro alla vostra protesta, sperando che le molte voci che si leveranno contro questa ingiustizia riusciranno a ottenere un ripensamento. Franco Lurà, Direttore del Centro di Dialettologia ed Etnografia della Svizzera italiana, Bellinzona

Aderisco pienamente al documento di protesta per il Centro di studi filologici e linguistici siciliani. Gerhard Ernst, Università di Regensburg

Sottoscrivo pienamente la protesta. Per noi all’estero che facciamo ricerca sulla lingua e cultura italiana in tutte le sue varietà il Centro di studi filologici e linguistici siciliani è un punto importantissimo di approdo ed ha un grandissimo valore per la diffusione delle ricchezze linguistiche e culturali dell’Italia. Elisabeth Burr, Università di Leipzig

Sottoscrivo senz’altro il documento di protesta contro lo scandaloso taglio ai finanziamenti per il Centro. Corrado Calenda, Università di Napoli

Sono pienamente d’accordo per il sostegno all’iniziativa, siamo proprio in un paese ormai allo sfascio. Silvia Morgana, Università di Milano

Ho sempre ritenuto il CSFLS il fiore all’occhiello della Sicilia, un modello per tutte le altre regioni italiane. La misura è assurda. E’ ovvio che la Commissione che l’ha deciso non ha nemmeno la più pallida idea del lavoro del Centro. Fossi in te, organizzerei al Palazzo dei Normanni, o sotto una tenda in una delle piazze più frequentate della città, una mostra di tutte le pubblicazioni del Centro e predisporrei un registro per la raccolta delle firme. Aderisco alla vostra protesta con la massima convinzione. Giuseppe Brincat, Università di Malta

Ho letto il vostro documento. Naturalmente lo sottoscrivo e vi esprimo la mia più convinta solidarietà, come cittadino e come socio. Federico Albano Leoni, Università di Roma

Protesto insieme a tutti voi e sottoscrivo “in toto” il documento, nel nome di un dovere di testimonianza e di impegno per tempi che possono e devono essere migliori. Domenico Silvestri, Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”

Sono tempi durissimi e la cultura al suo livello più alto deve essere difesa. Maria Amalia D’Aronco, Università di Udine

Sono lieto di mandare la mia adesione alla protesta contro l’assurdo provvedimento. Giulio Lepschy e Anna Laura Lepschy, Università di Reading

Non ci risparmiano nulla. Sono veramente addolorato per le sorti del Centro, uno degli ultimi baluardi dei nostri studi , anzi, forse l’ultimo ancora tanto organizzato, fattivo e scientificamente attrezzato). Sottoscrivo senz’altro il documento. Livio Petrucci, Università di Roma

Ho appreso con rammarico che il programma economico delineato dal Governo della Regione siciliana rischia di penalizzare pesantemente il «Centro di studi filologici e linguistici siciliani», gloriosa istituzione scientifica che onora l’Italia e la ricerca scientifica italiana. Come studioso e allievo del compianto Antonino Pagliaro, esprimo a nome mio personale e a nome dei Colleghi della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università LUMSA di Roma la più viva preoccupazione e l’auspicio che si introducano opportune correzioni per evitare il prevedibile esito che sarebbe vergognoso per la Sicilia e per l’Italia. Paolo Martino, LUMSA Università, Roma

È una notizia terribile, ma purtroppo in linea coi tempi…). Sottoscrivo con la massima convinzione l’appello. Glauco Sanga, Università di Venezia

Aderisco con indignazione alla protesta! Quasi tutti i vostri volumi sono nella nostra biblioteca a Gerusalemme e hanno costituito da sempre uno dei punti più importanti di riferimento anche per lo studio del giudeo-italiano, qui particolarmente studiato. Speriamo che questa protesta, che spero trovi adesioni anche fuori d’Italia, serva a far capire alla vostra Regione l’importanza estrema del Centro. Luisa Ferretti Cuomo, Università di Gerusalemme

È effettivamente uno scandalo che la Regione Siciliana abbia ritenuto con senso di disprezzo e di cinismo negare ogni valore a una istituzione così importante e di livello internazionale come il Centro di studi filologici e linguistici siciliani. Mi associo alla protesta contro questa inaudita decisione e questo atteggiamento politico quanto meno miope, che avrà certamente risonanza internazionale. Vincenzo Lo Cascio professore emerito dell’Università di Amsterdam

Aderisco alla protesta contro la penalizzazione inferta al Centro di studi filologici e linguistici siciliani dalla manovra economica del governo regionale. Bice Mortara Garavelli, professore emerito dell’Università di Torino

Unisco il mio nome a quelli dei colleghi che sottoscrivono l’appello per la salvaguardia delle attività del Centro di Studi siciliano, troppo importanti per filologi e dialettologi perché si possa accettarne una drastica riduzione. Spero che una considerazione più meditata dell’eccezionale lavoro svolto dal Centro in questi anni, delle ricerche da esso realizzate e della funzione di collegamento che esercita autorevolmente tra studiosi di diverse discipline, permetta un ripensamento. Serenella Baggio, Università degli Studi di Trento

In tempi in cui tanto si parla di riconoscimento del merito, la Sicilia non può che riconoscere l’attività del centro di Studi filologici e linguistici siciliani, la cui attività, a partire dal grande Dizionario del siciliano, torna a intero onore dell’isola. Francesco Bruni, Università di Venezia

Leggo con grande sorpresa e preoccupazione la Tua lettera riguardo le gravi decisioni da parte del governo regionale nei riguardi del Centro di studi filologici e linguistici siciliani. Una delle istituzioni scientifiche e culturali più prestigiose a livello nazionale e mondiale. Hermann W. Haller, Professor of Italian, Queens College & Graduate Center & Director, Doctoral Specialization in Italian Ph.D. Program in Comparative Literature Graduate Center, City University of New York

Sottoscrivo il documento di protesta nei confronti della manovra economica regionale che penalizza il Centro di studi filologici e linguistici siciliani, preziosa gemma di una lunga e splendida tradizione culturale che meriterebbe il massimo rispetto e aiuto da parte delle istituzioni. Cecilia Robustelli, Università di Modena

La notizia circa le sciagurate sorti toccate al prestigioso Centro di studi filologici e linguistici siciliani per scelte politico-economiche regionali improntate a completa cecità , ad essere benevoli) mi riempie di profondo rammarico. Condivido in tutto e per tutto le motivazioni del documento di protesta. Enzo Mattesini, Università di Perugia

È sinceramente uno scandalo. Per la sua attività scientifica il Centro ha sempre goduto di una stima e di un’attenzione internazionale che lo collocava ai massimi vertici della ricerca filologica e linguistica, tanto che fra noi non siciliani se ne faceva un emblema della Sicilia come isola – anche da questo punto di vista – “felice”. Biagio Fiorino, “Il Mulino” Bologna

Dò la mia adesione alla tua protesta e ad essa si associa tutto il Laboratorio linguistico del Dipartimento di italianistica , LABLITA dell’Università di Firenze.  Emanuela Cresti, Università di Firenze

Aderisco all’appello, mi sento sempre più indignata per quello che accade nella nostra terra! Maria Rosa Turrisi, Dirigente scolastico Palermo

Aderisco senz’altro alla protesta per il trattamento ricevuto da un’Istituzione che è cara a chiunque si occupi di linguistica storica e dialettologia, per quanto ha fatto e – in questo confidiamo – farà. Antonio Filippin, Università di Roma “Tor Vergata”

Purtroppo episodi simili si stanno moltiplicando e la dilagante assenza di cultura , nel significato più ampio del termine) produce disastri per i quali non vedo rimedio in tempi brevi. Flavia Ursini, Università di Padova

Aderisco, molto volentieri e con sentimenti di completa solidarietà, all’appello contro il declassamento del”Centro di studi filologici e linguistici siciliani”. Maurizio Dardano, Università di Roma

Aderisco volentieri all’invito ad aggiungermi alle proteste per il trattamento indegno riservato al CSFLS, anche perché ho collaborato direttamente con il Centro, con i suoi validissimi ricercatori e con le sue pubblicazioni di alto rilievo scientifico. Marco Mazzoleni, Università di Bologna

Aderisco pienamente al documento, incredula di fronte a quanto sta accadendo nel nostro Paese. Cristina Vallini, Università di Napoli

Aderisco senz’altro alla protesta. Mi sembra gravissimo e un’ennesima dimostrazione della mancanza di sensibilità verso la cultura anzi della volontà di emarginare tutto quello che sa di ‘cultura’. Charmaine Lee, Università di Salerno

Mi unisco alla protesta sottolineando l’alto livello scientifico degli studi condotti dal Centro e il valore e l’abnegazione degli studiosi che vi operano. Sarebbe una grave perdita per la Sicilia e per la sua cultura e per il mondo scientifico nazionale e internazionale se il Centro non potesse più contare sul sostegno finanziario necessario a portare avanti la sua impresa. Annalisa Nesi, Università di Siena

Apprendo con stupore che il Governo regionale siciliano ha penalizzato in maniera grottesca il Centro di studi filologici e linguistici siciliani. Sottoscrivo la protesta per quanto accade e lo faccio come docente universitario, come libero studioso e anche come giornalista iscritto all’Ordine dei Pubblicisti. Claudio Marazzini, Università del Piemonte Orientale, Vercelli

Un ulteriore attacco alle nostre migliori istituzioni culturali e scientifiche. Luciano Formisano, Università di Bologna

Sottoscrivo senz’altro il documento, esprimendo tutto il mio sgomento per la situazione della cultura del nostro paese, che il gravissimo episodio della penalizzazione del Centro di studi filologici e linguistici siciliani testimonia drammaticamente. Paolo D’Achille, Università di Roma

Desidero inviarle tutta la mia solidarietà per l’ennesimo abominio di un governo regionale che, purtroppo, riflette tristemente quello di un paese in cui la cultura umanistica non vale più nulla. Simone Marcenaro, Università di Santiago de Compostela

Aggiungo in allegato  la mia firma al documento di protesta per lo scandaloso trattamento subito dal Centro di Studi filologici e linguistici siciliani. Veramente, mala tempora currunt! Nicolò Pasero, Università di Genova

L’azione del Centro, ben lungi dall’essere ristretta all’orizzonte regionale, ha assunto nel tempo il valore di promozione della cultura linguistica e filologica in campo nazionale e internazionale, luogo di incontro e di riflessione per tutti noi. Per questi indiscussi meriti, unanimemente riconosciuti, rivolgo un forte appello perché le istituzioni rivedano la loro decisione. Vincenzo Orioles, Università di Udine

Sono senza parole! Un trattamento del genere è scandaloso, una grandissima vergogna!Un peccato capitale a livello scientifico-politico! Roland Bauer, FB Romanistik – Universität Salzburg

Sottoscrivo il documento elaborato, perchè condivido il senso della vita del Centro di studi filologici e linguistici siciliani. Se negli anni ha lavorato scientificamente per  documentare e studiare la Sicilia linguistica contemporanea con le opere citate , Archivio delle parlate siciliane, Osservatorio linguistico Siciliano e Atlante linguistico della Sicilia). Non si capisce in che altro modo si possa salvaguardare la specificità siciliana, garantita dallo Statuto siciliano. Giovanni Cigna, Dirigente scolastico

Mi associo alla protesta dei colleghi del Centro studi filologici e linguistici siciliani. Purtroppo questi tagli fanno parte della considerazione che l’attuale nostra classe dirigente – a nord come a sud, a est come a ovest – ha della cultura. Ed è un pessimo segno delle amnesie che la colpisce, anche rispetto a partiti politici nel passato magari ideologicamente non molto lontani ma culturalmente più attenti e sensibili ai valori storici delle tradizioni e delle civiltà locali. Ivano Paccagnella, Università di Padova

Sottoscrivo con il massimo di calore la protesta per l’offensivo sottofinanziamento del Centro di studi filologici e linguistici siciliani,ultimo esempio della considerazione che questa sciagurata classe politica nutre per la ricerca di base , si potrebbe parlare anche di quella applicata, ma con qualche positiva differenza). Alberto Destro, Università di Bologna

Sono costernato da quanto vengo a sapere sulla riduzione dei finanziamenti al Centro di studi filologici e linguistici siciliani. Lorenzo Renzi, Università di Padova

Me adhiero a la protesta por la escasa consideración mostrada por el gobierno siciliano contra el Centro di Studi Filologici e Linguistici Siciliani. Dicha institución figura entre las más prestigiosas de Europa para estudios filológicos y es una referencia internacional indispensable.  Asimismo, ha puesto los estudios filológicos y lingüísticos relativos a Sicilia entre los más prestigiosos en el campo europeo. Vicenç Beltran, Dipartimento di Studi Europei e Interculturali Facoltà di Scienze Umanistiche

Considerami tra i difensori del Centro, così benemerito. Rita Caprini, Università di Genova

Aderisco volentieri al manifesto di protesta per il vergognoso declassamento del glorioso Centro di Studi filologici e Linguistici siciliani operato dall’Assemblea regionale siciliana. Pasquale Caratù, Università di Bari

C’est avec stupéfaction que nous venons d’apprendre le traitement injuste et scandaleux que le Gouvernement régional de la Sicile a réservé au Centro di studi filologici e linguistici siciliani. Comment des responsables régionaux, qui devraient avoir à coeur la sauvegarde et la promotion du patrimoine culturel de leur île, ont pu en arriver à autant de mépris vis-à-vis d’une de plus importantes structures de recherche universitaires de la Sicile, reconnues et unanimement appréciée par la communauté scientifique internationale des romanistes ? Un tel choix, qui discrédite ces derniers, porte atteinte à l’image de leur île qui mérite bien mieux que ce mépris affiché. Car l’objectif poursuivi par le Centro di studi filologici e linguistici siciliani, est an même temps l’étude du passé de la Sicile, pont naturel entre l’Afrique et le Continent européen, d’une richesse exceptionnelle, de son rayonnement culturel sur l’Italie et l’Europe,  mais, aussi l’étude de son héritage toujours à l’aube du  XXIe siècle. Terre de rencontre privilégiée de toutes les cultures méditerranéennes, depuis la plus haute antiquité, dont témoignent ses monuments connus dans le monde entier, son apport à la littérature universelle et ses variétés linguistiques, vivantes, dont l’étude constitue l’un des axes majeurs de votre activité, la Sicile est destinée à jouer un rôle central dans le grand projet d’Union des peuples de la Méditerranée. Il apparaît d’autant plus étonnant, qu’en ce moment très favorable pour affirmer l’importance culturelle de l’île, le Gouvernement régional ait décidé de porter un coup mortel à votre Centre. De là à penser que cette action manifeste une volonté d’effacer l’histoire, d’éliminer toute action visant à montrer qu’une société où triomphent la beauté et la raison, une société des lumières, a existé et qu’elle peut exister encore aujourd’hui, il n’y a qu’un pas. On retrouve, hélas, une des orientations actuelles de nos sociétés dominées par l’argent-roi, par des critères de rentabilité financière immédiate ou par des démarches politiciennes sans envergure. Avec la volonté d’affaiblir toutes les Sciences humaines, de la linguistique à l’ethnologie, de l’archéologie à la philosophie ou à l’histoire, disciplines considérées, toutes, financièrement improductives et pouvant constituer, en plus, un danger potentiel, dans la mesure où elles permettent aux hommes de réfléchir, de comprendre les dérives de la société actuelle et de les combattre. Chers Collègues, en comprenant votre désarroi et votre indignation, nous ne pouvons que soutenir chaleureusement votre action pour infléchir les décisions financières du Gouvernement régional qui ne peut pas ignorer l’immense travail que vous avez réalisé et tous vos projets sur lesquels travaille de votre équipe, qui constitue sans doute l’un des meilleurs fleurons de la recherche en Sicile, en Sciences Humaines. Concernant la discipline qui est la nôtre, nous  voudrions souligner, en particulier, que votre Atlas Linguistique de la Sicile, en chantier, constitue aujourd’hui un modèle pour de nombreux projets de géolinguistiques dans différents pays du monde. Ne vous découragez pas et continuez votre activité, irremplaçable, pour la sauvegarde du patrimoine culturel de votre île. Nous sommes près de vous dans votre combat. L’équipe du Centre de Dialectologie de Grenoble

Mi dispiace di ciò che è successo ma ho fiducia nell’ efficacia della vostra reazione. Maria Luisa Altieri Biagi, Università di Bologna

Non ci sono parole per esprimere la rabbia e l’indignazione per quanto è accaduto. Caterina Pennisi, Docente, Acireale

Sarebbe l’ora che TUTTI gli enti culturali siciliani (anche quelli che hanno avuto il contributo. Oggi c’è, ma domani?) si mettessero d’accordo anche elaborando il testo di una NUOVA e VERA Legge per il finanziamento della cultura. Società nissena di Storia Patria, Archivio nisseno, Caltanissetta

Ho appreso con rammarico la notizia dell’esclusione del Centro dai finanziamenti. Voglio esprimere la mia più sentita vicinanza al presidente, che con coraggio si sta battendo per rivendicare i giusti meriti di un’istituzione che ha svolto nel corso dei decenni un formidabile lavoro per la conservazione dei patrimoni linguistici e per la cultura siciliana. Andrea Vannelli

Una notizia inimmaginabile, che mi ha profondamente amareggiato. Per non si sa quale raggiro, il Centro rischia di venire travolto. E in un momento di massima fioritura e di fama internazionalmente condivisa. Un fiore all’occhiello della cultura non soltanto siciliana, ma nazionale e universale nel suo settore. Mi sento solidale con voi. Remo Bracchi, Università Pontificia Salesiana, Roma

Desideriamo unire la nostra voce (nel nostro … piccolo) di disappunto e di indignazione a quella di tanti, tantissimi rappresentanti del mondo accademico e culturale, a livello regionale, nazionale ed internazionale, per l’incredibile, per molteplici versi stravagante provvedimento di esclusione dai finanziamenti del Centro. Dimostrazione ulteriore di come chi governa in Sicilia corra sempre più, e con miopia, verso il fondo. Sentiamo come un dovere, infatti, riconoscere e testimoniare i meriti acquisiti “sul campo” – in Sicilia, in Italia, all’estero – dal prestigioso Centro di studi filologici e linguistici siciliani. Un organismo degnissimo di sostegno istituzionale, per l’efficace attività svolta e per i risultati di alto, eccezionale valore scientifico, sociale e culturale raggiunti e, infine, per lo straordinario contributo dato alla ricerca tutta. Adalberto Magnelli, Presidente – Ino Cardinale, Direttore artistico-Portavoce – Associazione culturale “Così, per … passione!”, Terrasini

L’esclusione del Centro è un evento che mi sbalordisce e mi fa pensare che le persone che hanno deciso l’esclusione non capiscano l’importanza del lavoro svolto dal Centro in tutti questi anni e che continua a svolgere con dedizione e passione. Le comunità siciliane d’America saranno certamente amareggiate e disgustate dalla decisione di escludere il Centro dal sostegno regionale. Gaetano Cipolla, St. John’s University, New York

Il Centro Studi Siciliani, creato presso l’Università di Rosario, in Argentina, con l’appoggio del Centro di studi filologici e linguistici siciliani di Palermo risente doppiamente di questo affronto del Governo della Regione: da una parte perché vede compromessa l’esistenza del Centro che costituì il contributo insostituibile per la creazione del nostro proprio istituto di ricerca e diffusione della cultura siciliana, e dall’altra perché capiamo di essere in balia della schizofrenia di una ignota Commissione “della Cultura” che stronca il più prestigioso Centro Linguistico esistente dentro e fuori la Sicilia. Noi proviamo forte vergogna per il fatto che sia proprio il Governo della Regione a compromettere il funzionamento del Centro, mentre dall’Argentina agli Stati Uniti i siciliani ivi residenti lottano per quegli obbiettivi che ora rischiano di essere mortificati. Dal Centro Studi Siciliani dell’Università di Rosario chiamiamo alla riflessione i responsabili di cotanta ingiustizia e ci mettiamo a disposizione del Prof. Giovanni Ruffino per promuovere le azioni che egli riterrà opportune per risolvere questa tristissima situazione.  Jorge Strano, Centro di Studi Siciliani dell’Università di Rosario (Argentina)

Il Consiglio di Circuito delle Chiese Valdesi e Metodiste di Sicilia esprime solidarietà e vicinanza al Centro Studi Filologici e Linguistici Siciliani per sua la recente e clamorosa esclusione dalla lista degli enti meritevoli di sostegno della Regione Siciliana. Il Centro, nei suoi sessant’anni di lavoro, non solo ha prodotto pubblicazioni e promosso con-gressi e iniziative di inestimabile valore scientifico, riconosciuti dalla comunità scientifica interna-zionale e che hanno reso la nostra Isola una delle regioni più indagate di tutta l’area romanza ed ol-tre; ma proprio grazie a tali studi, ispirati ad una concezione universale di Cultura e non piegati a beceri localismi particolaristici, ha dimostrato attraverso il vivido esempio della storia siciliana, come nelle lingue, nei dialetti, possa concretamente aver luogo una profonda interazione (che è molto di più dell’integrazione!) tra culture diverse. Soprattutto in una fase in cui l’Italia e l’Europa sembrano spesso obliterare i valori – sacri – dell’ospitalità e dell’accoglienza dello straniero, studi come quelli del Centro possono costituire un antidoto alla “barbarie”, ricordando ai siciliani, agli italiani, agli altri cittadini europei, che le diversità e le alterità non sono una minaccia, ma opportu-nità di arricchimento. Per tali motivi, come siciliane e siciliani, come cristiane e cristiani, non possiamo che condivide-re le ragioni della protesta del CSFLS e unirci ad essa, augurandoci che i governanti e i funzionari della nostra Regione pongano rimedio all’ingiusta esclusione. Il Consiglio di Circuito delle Chiese Valdesi e Metodiste di Sicilia - Giuseppe Scuderi - Vivien Briante - Nino Leone - Gianluca Fiusco - Angela Castiglione

PER IL CENTRO DI STUDI FILOLOGICI E LINGUISTICI SICILIANI


Una speciale commissione istituita dall’Assessorato Regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana con il compito di valutare l’attività delle Associazioni culturali, ha escluso il CENTRO DI STUDI FILOLOGICI E LINGUISTICI SICILIANI dalla lista delle istituzioni meritevoli di sostegno.

Questa incomprensibile esclusione è un atto gravissimo e inqualificabile, che colpisce una istituzione che fa onore alla Sicilia.

In oltre un sessantennio di attività, il Centro di studi filologici e linguistici siciliani ha saputo saldare ai livelli più alti l’attività di ricerca a quella editoriale, formativa e promozionale; ha contato e conta tra i suoi Soci filologi, linguisti, letterati, antropologi e storici di prestigio internazionale; intrattiene rapporti di collaborazione scientifica e scambi editoriali con istituzioni di ogni parte del mondo; si impegna con convinzione in attività formative per la Scuola siciliana (L. R. 9/2011).

- Con la sua Collezione di testi siciliani del Trecento e del Quattrocento, ricca di ben 27 volumi di rigorose edizioni critiche, ha preservato uno straordinario patrimonio di cultura medievale siciliana ed europea;
- con i cinque volumi del Vocabolario ne ha raccolto il tesoro lessicale;
- con la Collezione di testi mediolatini e umanistici ha documentato la partecipazione di grandi intellettuali siciliani al rinnovamento culturale del Quattrocento italiano;
- con la collana di Lessici ha diffuso la conoscenza di preziosi vocabolari antichi, settoriali, etimologici, antroponomastici e toponomastici e di microaree linguistiche.

Negli ultimi anni del Novecento sono state messe in cantiere e in larga misura realizzate importanti e ambiziose imprese volte alla documentazione della Sicilia linguistica contemporanea:

- l’Archivio delle parlate siciliane (APS);
- l’Osservatorio linguistico siciliano (OLS);
- l’Atlante Linguistico della Sicilia (ALS) con 50 volumi sinora pubblicati a partire dal 1995, che compendiano e rappresentano larga parte del patrimonio etnolinguistico della Sicilia.

Se consideriamo poi l’ultimo triennio, la straordinaria attività del Centro ha prodotto opere che segnano tappe fondamentali nella storia culturale della Sicilia e delle regioni mediterranee:

- la prima edizione critica e commentata della Scuola Poetica Siciliana: tre volumi che hanno avuto la meritata collocazione nella prestigiosa collana de “I Meridiani”;
- la prima edizione critica del Libro delle rime siciliane di Antonio Veneziano, il maggior poeta prima di Giovanni Meli;
- l’opera enciclopedica in due grossi tomi Lingue e culture in Sicilia, dedicata particolarmente al mondo della Scuola secondaria e dell’Università in occasione della promozione di corsi per gli insegnanti (L. R. 9/2011);
- il corpus Artesia, Archivio testuale del siciliano antico;
- un Vocabolario-atlante della cultura alimentare, modulo dell’Atlante Linguistico della Sicilia;
- il Vocabolario storico-etimologico del siciliano di Alberto Varvaro, pubblicato d’intesa con la Société internazional de Linguistique et Philologie romane, autentico capolavoro nel settore degli studi storico-linguistici siciliani e romanzi, realizzato dopo decenni di strenuo impegno da uno dei maggiori linguisti del nostro tempo;
- va infine menzionata l’organizzazione di Congressi internazionali, il più recente dei quali, il XIII Congresso della Società internazionale di Linguistica e Filologia italiana, ha richiamato in Sicilia linguisti di tutto il mondo.

Nell’esprimere il nostro profondo rammarico per l’ingiustificabile penalizzazione riservata al Centro di studi filologici e linguistici siciliani, chiediamo al Governo della Regione Siciliana di rimediare al clamoroso errore affinché l’attività di una istituzione tanto prestigiosa e benemerita non venga così pesantemente compromessa.

ROBERTO LAGALLA, Rettore dell’Università degli Studi di Palermo (con il Senato Accademico)

DIPARTIMENTO DI SCIENZE UMANISTICHE, Università degli studi di Palermo

DIPARTIMENTO DI SCIENZE UMANISTICHE, Università degli studi di Catania

DIPARTIMENTO DI CIVILTÀ ANTICHE E MODERNE, Università degli studi di Messina

CLAUDIO MARAZZINI, Presidente dell’Accademia della Crusca

TULLIO DE MAURO, Roma

GABRIELLA ALFIERI, Presidente della Fondazione Verga

ROBERTO ANTONELLI, Accademico dei Lincei, già Preside della Facoltà di Scienze umane dell’Università “La Sapienza” di Roma

LAURA AUTERI, Direttore del Dipartimento di Scienze umanistiche, Università di Palermo

EMANUELE BANFI, Presidente della Società di Linguistica italiana

GIANLUIGI BECCARIA, Università di Torino, Accademico della Crusca

NICOLA BONACASA, Accademico dei Lincei

MARGARITA BORREGUERO, Presidente della Società internazionale di Linguistica e Filologia italiana

FRANCESCO BRUNI, Accademico dei Lincei

ANTONINO BUTTITTA, già Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Palermo

MICHELE CORTELAZZO, Direttore del Dipartimento di Studi linguistici e letterari, Università di Padova

ROSARIO COLUCCIA, Accademico della Crusca, Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia, Lingue e Beni Culturali, Università del Salento

FRANCO CREVATIN, Preside della Scuola Superiore di Lingue moderne per interpreti e traduttori, Università di Trieste

NICOLA DE BLASI, Università Federico II, Napoli, Accademico della Crusca

VINCENZO FERA, già Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Messina

MARTIN GLESSGEN, Segretario generale della Société internationale de Linguistique et Philologie romane

MARIO GIACOMARRA, già Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Palermo

RITA LIBRANDI, Presidente dell’Associazione per la Storia della Lingua italiana, Accademica della Crusca

SALVATORE LUONGO, Direttore del Dipartimento di Studi Letterari, Linguistici e Comparati, Università L’Orientale, Napoli

FRANCO LURÀ, Direttore del Centro di Dialettologia e Etnografia della Svizzera italiana, Bellinzona

NICOLETTA MARASCHIO, Presidente emerito dell’Accademia della Crusca

CARLA MARCATO, Direttore del Centro internazionale sul plurilinguismo, Università di Udine

LORENZO MASSOBRIO, già Preside della Facoltà di Lettere dell’Università di Torino

SALVATORE NICOSIA, già Preside della Facoltà di Lettere dell’Università di Palermo

VINCENZO ORIOLES, già Preside della Facoltà di Lingue dell’Università di Udine

ANTONINO PENNISI, già Preside della Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Messina

MAX PFISTER, Professore emerito dell’Università di Saarbrücken, fondatore del Lessico etimologico italiano, laureato honoris causa dell’Università di Palermo

ANTONIO PIOLETTI, Presidente della Società italiana di Filologia romanza

FRANCESCO SABATINI, Presidente emerito dell’Accademia della Crusca

GIUSEPPE SILVESTRI, già Rettore dell’Università di Palermo

ALBERTO SOBRERO, già Rettore dell’Università del Salento

ALFREDO STUSSI, Scuola Normale Superiore, Pisa

DAVID TROTTER, Presidente della della Société internationale de Linguistique et Philologie romane

 ADESIONI DI STUDIOSI STRANIERI

RIITTA AMMUNET, Università di Helsinki

ROLAND BAUER, Università di Salisburgo

DELIA BENTLEY, Università di Manchester

INGEBORGA BESZTERDA, Università di Poznan

HENRI BRESC, Università di Parigi Nanterre

GIUSEPPE BRINCAT, Università di Malta

ELISABETH BURR, Università di Leipzig

HÉLÈNE CARLES, Università di Neuchâtel

MARIA CECICLIA CASINI, Università di San Paolo del Brasile

GAETANO CIPOLLA, St. John’s University, New York

MICHEL CONTINI, Università di Grenoble

ROBERTA D’ALESSANDRO, Università di Leiden

MACIEJ DURKIEWICZ, Università di Varsavia

GERHARD ERNST, Università di Regensburg

LUISA FERRETTI CUOMO, Università di Gerusalemme

ANNAMARIA GEBĂILĂ, Università di Bucarest

HANS GOEBL, Università di Salisburgo

HERMANN W. HALLER, Università di New Yrok

MATTHIAS HEINZ, Università di Tübingen

GÜNTER HOLTUS, Università di Göttingen

BARBARA JANIKULA, Università di Katowece

IORN KORZEN, Università di Copenhagen

THOMAS KREFELD, Università di Monaco

PÄR LARSON, Opera del Vocabolario Italiano, Firenze

GIULIO LEPSCHY, Università di Reading

MICHELE LOPORCARO, Università di Zurigo

MARTIN MAIDEN, Università di Oxford

MAIR PARRY, Università di Bristol

EDGAR RADTKE, Università di Heidelberg

ANTONIA RUBINO, Università di Sidney

HEIDI SILLER-RUNGGALDIER, Università di Innsbruck

ROMAN SOSNOWSKI, Università di Cracovia

ERLING STRUDSHOLM, Università di Copenhagen

ELINA SUOMELA-HÄRMÄ, Università di Helsinki

ENDRE SZKAROSI, Università di Budapest

LORENZO TOMASIN, Università di Losanna

EDWARD TUTTLE, Università di Los Angeles

JULIJANA VUČO, Università di Belgrado

Seguono 196 firme di docenti delle Università italiane

Verbale di attribuzione delle Borse 2014


Il Consiglio direttivo del Centro di studi filologici e linguistici siciliani, riunito a Catania nella sede del Dipartimento di Scienze Umanistiche alle ore 11.00 del giorno 11 dicembre 2014, procede alla valutazione delle domande per l’ottenimento di n. 6 borse di studio da € 5.000,00 (Borse CSFLS 2014  avviso del 27 giugno 2014).

Sono presenti i prof.ri Giovanni Ruffino (presidente), Gabriella Alfieri, Mari D’Agostino, Margherita Spampinato e Salvatore Trovato, i quali esaminano le proposte pervenute da:

1. ALESSIO COLLURA

Per un commento filologico alle Poesie siciliane dei secoli XIV e XV

2. ANDREA VANNELLI

Antologia della letteratura medievale siciliana

3. ELISABETTA MANTEGNA

Il motto degli antichi e il “moto ascendente nelle classi sociali”. Proverbi e strutture iper ed etno-linguistiche nel Mastro-don Gesualdo e nelle novelle di Vagabondaggio

4. ROBERTA MARIA MAUGERI

Corpora elettronici e lemmatizzazione del Corpus Artesia

5. SIMONA POLITI

Il galloitalico di Piazza Armerina nell’opera inedita di Ernesto Caputo: edizione critica dell’opera poetica, con commento linguistico

6. GIORGIA MIGLIORE

Documenti privati del “fondo Messina” dell’Archivio Medinaceli

7. FRANCESCO SCAGLIONE

Il contatto lingua-dialetto nella Sicilia contemporanea

8. YORICK GOMEZ GANE

Il cirneco tra Sicilia e Mediterraneo

9. DOMENICO FABIO TRENTACOSTE

(Proposta generica)

10. SILVIA GALATI

Organizzazione dell’Archivio delle parlate siciliane

Dopo aver valutato le diverse ipotesi di ricerca e i curricula dei proponenti, il Consiglio direttivo delibera all’unanimità di attribuire borse di studio a A. COLLURA, E. MANTEGNA, R. MAUGERI, G. MIGLIORE, S. GALATI.

Le altre proposte vengono considerate non corrispondenti agli attuali programmi di ricerca del Centro (VANNELLI, POLITI, TRENTACOSTE). La proposta di Y. GOMEZ GANE, pur apprezzabile, potrà realizzarsi in un articolo da ospitare nel “Bollettino” del Centro. La domanda di F. SCAGLIONE non può essere accolta in quanto il proponente ha già ottenuto una borsa di dottorato.

Le borse potranno essere effettivamente liquidate dopo l’assegnazione di un tutor (socio del Centro) a ciascun borsista, e – in attesa del finanziamento della Regione Siciliana – compatibilmente con la disponibilità di risorse.

Il Presidente

Prof. Giovanni Ruffino

“Vocabolario storico-etimologico del siciliano” di Alberto Varvaro


È stato pubblicato, e presentato al pubblico a Palermo in occasione del XIII Congresso della SILFI – Società internazionale di Linguistica e Filologia italiana il 23 settembre, il Vocabolario storico-etimologico del siciliano, di Alberto Varvaro. Si tratta di un’impresa editoriale, scientifica, culturale senza precedenti, realizzata per la comune volontà di uno dei massimi linguisti contemporanei, del Centro di studi filologici e linguistici siciliani e della Société de Linguistique romane.

Alberto Varvaro, Vocabolario storico-etimologico del siciliano

Centro di studi filologici e linguistici siciliani – Société de Linguistique romane, Palermo-Strasburgo 2014, 2 volumi, pagine 1234.

L’opera è stata realizzata dopo un impegno quarantennale dell’Autore e del Centro di studi filologici e linguistici siciliani.

Nei due volumi di oltre 1.200 pagine vengono trattate oltre 600 famiglie lessicali, alcune delle quali comprendono un numero elevatissimo di termini. Sono state escluse le voci riprese dall’italiano o quelle che hanno forma e significato corrispondenti a parole italiane, pertanto l’opera comprende il patrimonio lessicale che può ritenersi peculiare della storia linguistica della Sicilia.

La trattazione di ogni voce si divide in due parti. La prima, destinata a una consultazione più rapida, riassume i dati essenziali. Nella seconda parte si delinea la storia della parola e dei suoi derivati, con ampi riferimenti ad altri sistemi dialettali e linguistici italiani e europei.

Il Vocabolario storico-etimologico del siciliano può ritenersi un capolavoro della lessicografia storica neolatina.

Chi desidera prenotare sin d’ora l’opera potrà rivolgersi alle nostre Librerie fiduciarie (http://www.csfls.it/la-distribuzione/), alla propria libreria di fiducia o contattare direttamente il Centro: csfls@unipa.it – csfls@tiscali.it.

Modalità per l’acquisto.

Per le librerie la modalità di acquisto prevede l’invio dell’ordine presso uno dei nostri indirizzi mail e il successivo accreditamento dell’importo utilizzando l’IBAN del Centro di studi filologici e linguistici siciliani IT69T0200804624000300011160 (UNICREDIT/BANCO DI SICILIA – Ag. 22 Palermo). Non appena ricevuta conferma dell’accredito, provvederemo all’invio del plico con Express Box di Poste Italiane, con spese di spedizione a nostro carico.