Centro di studi filologici e linguistici siciliani

Il Centro promuove gli studi sul siciliano antico e moderno, con una speciale attenzione rivolta al mondo della scuola, per un corretto approccio alla cultura dialettale e alla storia linguistica della Sicilia.

EDUCAZIONE LINGUISTICA E PATRIMONIO LINGUISTICO REGIONALE. SCUOLA E UNIVERSITÀ: UN IMPEGNO CONDIVISO PER L’ATTUAZIONE DELLA LEGGE REGIONALE 9/2011


PALERMO, 18 APRILE 2018
AULA MAGNA DELLA FACOLTÀ DI LETTERE E FILOSOFIA
EDIFICIO 12, VIALE DELLE SCIENZE

 

Centro di Studi filologici e linguistici siciliani

Dipartimento di Scienze Umanistiche

AI DIRIGENTI SCOLASTICI
AGLI INSEGNANTI INTERESSATI

 

Oggetto: Corso di aggiornamento Educazione linguistica e patrimonio linguistico regionale. Scuola e università: un impegno condiviso per l’attuazione della Legge Regionale 9/2011

Il Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università degli Studi di Palermo e il Centro di Studi filologici e linguistici siciliani, in collaborazione con il GISCEL-Sicilia e l’ASLI scuola, organizzano una giornata di studio e di aggiornamento per gli insegnanti dal titolo Educazione linguistica e patrimonio linguistico regionale. Scuola e università: un impegno condiviso per l’attuazione della Legge Regionale 9/2011, che si terrà mercoledì 18 aprile 2018 dalle 9.15 alle 17.15 presso l’Aula 11 del Polo Didattico (edificio 19 di Viale delle Scienze), per cui si veda programma allegato.

Obiettivo della giornata di studio è fare il punto su quanto è stato fatto e resta da fare – nelle scuole e con le scuole – in merito all’attuazione della legge regionale “Norme sulla promozione, valorizzazione e insegnamento della storia, della letteratura e del patrimonio linguistico siciliano nelle scuole” nel più ampio contesto dell’educazione linguistica plurilingue.

 Ultimo aggiornamento 10/04/2018

LOCANDINA-18-04-2018.pdf PROGRAMMA-18-04-2018.pdf

NOVITÀ EDITORIALE


 

 

 

 

 

 

 

 

 

LEGGERE LA LETTERA. IL MAESTRO DON LORENZO MILANI 50 ANNI DOPO

Luisa Amenta e Marina Castiglione, Lingue e Culture in Sicilia. Piccola Biblioteca per la Scuola, 3, Palermo 2017

ISBN 978-88-96312-79-7 – Pagine 157, € 10,00

Dal 1947, quando cominciò il suo apostolato a San Donato di Calenzano, al 1967, anno in cui morì, si svolge la preziosa opera educativa di don Lorenzo Milani, fondatore della nota scuola popolare di Barbiana. Sono trascorsi cinquant’anni dalla pubblicazione postuma di Lettera a una professoressa e il volume intende fornirne una lettura attualizzata alla luce delle nuove (ma in fondo sempre vecchie) istanze sociali e linguistiche che bussano al mondo della scuola. Oggi non è possibile decontestualizzare dal momento storico i contenuti, tra denuncia e proposta, della Lettera per farne vessilli di opposte faziosità, ma non è neanche possibile non vederne la potenza dei principi ispiratori. I docenti che si sentono chiamati in causa come agenti di un miglioramento della società, quindi, non possono ignorare i contenuti della Lettera e, soprattutto, non possono non chiedersi in cosa, nel 2017, la scuola come istituzione e come comunità educante debba accogliere lo stimolo di chi la considerava l’“ottavo sacramento”. Per costruire questo volume ci si è avvalsi delle riflessioni degli studenti di oggi, futuri insegnanti, facendoli esercitare nella dialogicità intrinseca a gran parte della produzione milaniana.

INDICE
Introduzione delle curatrici della collana 5 – Introduzione 7 – I. Una scuola per leggere e scrivere, pensare e umanizzarsi 11 – 1. Maestro per sempre 12 – 2. La vera scuola come ottavo sacramento 16 – 3. Le conferenze del venerdì e il ruolo degli intellettuali 23 – 4. Una lingua, più lingue per pensare e emanciparsi 26 – 5. Il controllo della parola scritta 30 – 6. Il cinquantesimo, occasione di nuove accuse 34 – II. I nuovi Gianni e i nuovi Pierini: per un’educazione linguistica consapevole 41 – 1. “Il problema degli altri è uguale al mio. Sortirne tutti insieme è la politica. Sortirne da soli è l’avarizia” 41 – 2. “La scuola ha un solo problema: i ragazzi che perde” 45 – 3. “La vostra lingua potrebbe fargli comodo” 48 – 4. “Perché non c’è nulla che sia ingiusto quanto fare le parti uguali tra i diseguali” 53 – 5. “Perché è solo la lingua che fa eguali” 58 – 6. “L’arte dello scrivere si insegna come ogni altra arte” 62 – 7. “Il sapere serve solo per darlo” 64 – III. Depierinizzarsi. Letture e commenti a Lettera a una professoressa 67 – IV. Se una mattina andando a scuola, uno studente… Lettere ai professori 111.

CENTRO / REGIONE: LA SENTENZA DEL TAR


Cari Soci,

                 come certo ricorderete, dopo l’esclusione del nostro Centro dal finanziamento regionale per l’anno 2014, decidemmo di presentare un ricorso al TAR. Ricorderete anche che la mancata inclusione del Centro tra le istituzioni meritevoli di sostegno da parte della Regione Siciliana, aveva determinato la ferma protesta della comunità scientifica internazionale.

Ora, a distanza di quasi tre anni durante i quali il Consiglio direttivo è stato impegnato in non poche complesse vicende (pronunciamenti provvisori del TAR, coinvolgimento del Consiglio di Giustizia Amministrativa), la definitiva sentenza di alcuni giorni fa, pubblicata il 5/10/2017 (che allego), rimette le cose a posto, prima di tutto sul piano morale. Vedremo poi se e quando potremo avere un qualche pur minimo risarcimento finanziario.

Devo aggiungere che l’Amministrazione regionale esce malissimo da questa vicenda, poiché il TAR ritiene fondate le censure riferite a «eccesso di potere per violazione ed erronea applicazione della lex specialis, per violazione dell’istituto del soccorso istruttorio, violazione del principio di proporzionalità; travisamento dei fatti; difetto di istruttoria, irragionevolezza, manifesta sproporzione, illogicità manifesta». Non è poco.

Devo infine ringraziarVi, anche a nome del Consiglio direttivo, per la costante, convinta partecipazione all’attività istituzionale del nostro Centro, e per il sostegno in questa difficile circostanza.

 

Un saluto cordialissimo dal Vostro

Giovanni Ruffino

SENTENZA

Finalità della collana “Lingue e culture in Sicilia. Piccola Biblioteca per la Scuola”


Il Centro di Studi Filologici e Linguistici siciliani promuove gli studi sul siciliano antico e moderno, con una speciale attenzione rivolta al mondo della scuola, per un corretto approccio alla cultura dialettale e alla storia linguistica della Sicilia.

L’attività del Centro è sostenuta dalla legge regionale n. 54 del 21 agosto 1984 e, relativamente alla formazione scolastica, corrisponde a quanto previsto all’art. 2 della Legge Regionale 9/2011 (“Norme sulla promozione, valorizzazione ed insegnamento della storia, della letteratura e del patrimonio linguistico siciliano nelle scuole”), laddove si precisa che gli interventi didattici vanno attuati «con la collaborazione delle Università siciliane e dei Centri studi siciliani specializzati nella ricerca filologica e linguistica».

Per rafforzare ulteriormente la propria presenza nel mondo della scuola e continuare lungo il percorso intrapreso grazie alla realizzazione di corsi di formazione nelle Università di Palermo e di Catania, alla pubblicazione di opere significative dedicate alla Scuola (tra le altre, i due importanti volumi di Lingue e culture in Sicilia), alla creazione del portale “Diálektos” e alla promozione di un’associazione di insegnanti, il CSFLS ha previsto, tra le altre, una collana specificamente dedicata: “Lingue e culture in Sicilia. Piccola Biblioteca per la Scuola”.

È ancora possibile parlare di dialetto a scuola?

Quando si parla di dialetto a scuola scattano negli operatori (e nelle famiglie) diversi sentimenti talora opposti:

a) entusiastica approvazione, in nome di una identità linguistica che va andrebbe rivendicata appellandosi alla prima scuola poetica della penisola e ai tre premi Nobel della letteratura (posizione neo-separatista);

b) contenuta approvazione, purché ci si limiti a insegnare un po’ di etimologia, a dimostrazione della capacità dei siciliani di inglobare tutte le culture provenienti dall’esterno (posizione politicaly-correct);

c) disapprovazione sostenuta in base alla presunta “evidenza” che il dialetto non consentirebbe un corretto apprendimento della lingua ufficiale e, oggi come oggi, non avrebbe alcuna utilità (posizione contemporaneista).

Nessuna di queste posizioni rivela un approccio scientificamente e storicamente corretto. Sebbene la Linguistica italiana sia ormai da anni una disciplina obbligatoria nei manifesti degli studi dei corsi di Laurea che licenziano i futuri docenti di Lettere, spesso la riflessione metalinguistica è inficiata da conoscenze parziali e pregiudizi molto resistenti.

Il portale Diálektos e la collana “Lingue e culture in Sicilia. Piccola Biblioteca per la Scuola” – distribuita in due sezioni: “Strumenti e metodi” e “Percorsi” – nascono con l’intento di offrire ai docenti di ogni ordine e grado strumenti, sia di carattere didattico sia di taglio saggistico-divulgativo, grazie ai quali portare in classe il dibattito linguistico con un approccio sereno e consapevole. In particolare, la collana mette al centro della sua proposta editoriale la variazione linguistica, tra resistenze, cambiamenti, trasformazioni.

La scuola, infatti, deve essere l’agenzia in cui si forma la coscienza dell’identità plurale, proprio a partire dalla ricchezza delle lingue che hanno attraversato e attraversano il nostro territorio, senza marginalizzare i dialetti a varietà residuali o ignorarli come codici delle classi subalterne, ma anche senza esaltarli acriticamente.

Come?

La Collana prevede la realizzazione di agili manualetti di approfondimento (in alcuni casi corredati da vere e proprie proposte didattiche) relativi a diversi temi della linguistica siciliana e pensati per i docenti, ma anche per gli studenti.

Un primo saggio è apparso nel 2015, ed è stato dedicato alle parole che sono venute dal mare in epoca medievale e che in Sicilia, e nel siciliano, hanno trovato casa: «La storia dell’umanità è storia di migrazioni: di popoli, di uomini e di donne e con essi di cose, di parole, di linguaggi. Molte parole delle lingue d’Europa sono penetrate e si sono diffuse in seguito ai contatti – militari, economici, culturali – di epoca medievale. Contatti con genti asiatiche e africane (berbere) di lingua araba» (Giovanni Ruffino e Roberto Sottile, Parole migranti tra Oriente e Occidente, 2015, p. 5). La scelta è stata ponderata, proprio per ridimensionare le paure che riguardano i contatti con gli altri popoli e le altre lingue e per consentire anche agli studenti allofoni di vedere nel repertorio linguistico della Sicilia un bacino di integrazioni e accoglienze secolari.

Seguiranno altri volumi, nei quali si cercherà di condurre approfondimenti e riflessioni che di norma non trovano spazio nei curricula disciplinari: ad es. sul lessico (anche attraverso testi letterari dialettali); sull’italiano regionale; sull’onomastica regionale; sull’educazione linguistica; sull’uso differenziato del dialetto e dell’italiano; su testi funzionali o paraletterari (ad esempio la canzone) plurilingui; attraverso laboratori di ricerca sul campo; ecc.). Tali proposte potranno prestarsi a unità didattiche per quanti intendano svolgere utilmente attività legate alla valorizzazione dell’identità e alla formazione di una più completa coscienza linguistica.

Marina Castiglione e Iride Valenti

RELAZIONI E BILANCI: ANNO 2016 – Consiglio direttivo


CONSIGLIO DIRETTIVO DEL CENTRO DI STUDI FILOLOGICI E LINGUISTICI SICILIANI

Catania 24 febbraio 2017

Bilancio per l’esercizio 2016 e previsioni per l’anno 2017

Verbale-Consiglio-direttivo-2017-02-24.pdf

IL SITO WEB DELL’ATLANTE LINGUISTICO SICILIANO


www.atlantelinguisticosicilia.it

L’Atlante Linguistico della Sicilia è considerato tra i più avanzati programmi di ricerca attualmente in cantiere in Italia nel settore della geografia linguistica e della sociolinguistica areale, assai apprezzato anche in campo internazionale. L’ALS ha l’obiettivo di documentare, tra il secondo e il terzo millennio, il repertorio linguistico dei siciliani, dallo stadio più arcaico del dialetto ai livelli più spinti di italianizzazione. Si vuole, dunque, presentare un quadro complessivo dell’odierna situazione linguistica della Sicilia, documentando la coesistenza dinamica di arcaicità e modernità. Rappresentando un punto di incontro tra dialettologia tradizionale e sociolinguistica, l’ALS si articola in due sezioni: etnodialettale e sociovariazionale. L’attività complessiva (prospettiva geo-etnolinguistica e prospettiva geo-sociolinguistica) si riflette nelle tre collezioni “Materiali e ricerche dell’Atlante linguistico della Sicilia”, “Piccola Biblioteca dell’ALS e “L’ALS per la scuola e il territorio”. All’Atlante Linguistico della Sicilia è stato attribuito il “Premio Giovani” 2003 dell’Università di Pavia con la seguente motivazione:

«L’attenzione alle tradizioni, al tessuto sociale, alla cultura spirituale e materiale di contadini, pastori, minatori, pescatori, a una storia affidata da gruppi e da individui alla testimonianza di quel bene culturale labile, personale e comune e microstorico, che è la parola dialettale, segnala le ricerche e i materiali siciliani studiati da questi giovani a modello di analisi linguistica e antropologica, e ad esempio di come si possa (e si debba) essere attuali e seducenti nella scelta di un rigore che è anche etico distacco dalle mode critiche». Sono stati sinora pubblicati 49 volumi, distribuiti nelle varie collane.

SCHEDA dell’Atlante Linguistico della Sicilia (ALS)

L’Atlante Linguistico della Sicilia si realizza a cura del Centro di studi filologici e linguistici siciliani e del Dipartimento di Scienze umanistiche dell’Università di Palermo.

Centro di studi filologici e linguistici siciliani c/o il Dipartimento di Scienze umanistiche dell’Università degli studi di Palermo – viale delle Scienze – edificio 12 – 90128 Palermo – Tel. 091.23899258-213 Mail csfls@libero.it – csfls@pec.it – P. IVA 00362830820

COMITATO SCIENTIFICO: Giovanni Ruffino, Mari D’Agostino, Luisa Amenta, Marina Castiglione, Vito Matranga, Giuseppe Paternostro, Roberto Sottile. Sezione galloitalica: Salvatore C. Trovato.