Marina Castiglione | Fiabe e racconti della tradizione orale siciliana

 
 
 
AUTORE |   Marina Castiglione
TITOLO |   Fiabe e racconti della tradizione orale siciliana
Testi e analisi
Curatore |  
collana |   Piccola Biblioteca per la Scuola, 4
anno |
pagine |
ISBN |
2018
134
978-88-96312-84-1
prezzo |
* disponibilità |
  € 10,00
disponibile
     
 

PRESENTAZIONE

Alla fine dell’Ottocento, la Sicilia, insieme alla Toscana, ha fornito la maggiore quantità di testimonianze fiabistiche, grazie alla raccolta di Giuseppe Pitrè. Infatti, ben 42 su 200 fiabe delle Fiabe italiane di Italo Calvino (Torino, Einaudi 1956) sono tratte dal repertorio siciliano. Le fiabe di tradizione orale, come esempi di miti degradati, propongono all’ascoltatore di ieri e al lettore di oggi, un ordine sociale e un orientamento culturale che hanno resistito per secoli e che sono comuni a molte civiltà dell’Occidente come dell’Oriente.
Con questo breve studio, si fa il punto sulla produzione edita in Sicilia e si integra con una ricerca sul campo condotta in quattro comuni della Sicilia centrale in cui è stato possibile registrare alcune permanenze della ricca produzione orale popolare (consultabili al link www.dialektos.it). Il volume presenta, quindi, una prima parte con una ricognizione sui temi, forme, codici linguistici della tradizione e una seconda parte con l’analisi dei materiali di prima mano.
Si tratta del primo volumetto della collana dedicato espressamente alla scuola primaria e alla secondaria di primo grado e pensato per chi voglia applicare sin dai primi cicli e con la dovuta scientificità la Legge Regionale 9/2011 relativa all’«Insegnamento della storia, della letteratura e del patrimonio linguistico siciliano nelle scuole».

Alla pagina del portale www.dialektos.it dedicata al volume, sono interamente scaricabili le tracce audio e video dei testi analizzati, corredati da legenda esplicativa.

 

PREMESSA

C’era na vota un papu, un pipu e un re, u vo cuntatu arrè? (Licata)
Cuntu, si raccunta e si ricunta u billìssimu cuntu, è lu cuntu di màsciu varbìjiri, si nun vi piaci vi lu cuntu arrìjiri. (Delia)
Cicìu cicìu, co cuntu finìu. (Castelbuono)

Oggi si sente parlare di storytelling, come se si trattasse di una novità dell’uomo moderno. La facoltà di narrare, invece, è insita nell’individuo, una costante della sua presenza nel mondo. Come osserva Roland Barthes «il racconto è presente in tutti i tempi, in tutti i luoghi, in tutte le società; il racconto comincia con la storia stessa dell’umanità; non esiste, non è mai esistito in alcun luogo un popolo senza racconti […]; il racconto si fa gioco della buona e della cattiva letteratura; internazionale, trans-storico, transculturale, il racconto è là come la vita».

 

INDICE

Introduzione delle curatrici della collana – Premessa – 1. Il patrimonio fiabistico in Sicilia – 1.1 Primi studi sulla fiaba – 1.2 Giuseppe Pitrè – 1.2.1 Elementi comuni alle fiabe pitreiane – 1.2.2 Dialetto e dialetti – 1.2.3 Onomastica – 1.2.4 Mamme-draghe (molte) e padri-draghi (pochi) – 1.2.5 I re-animali – 1.2.6 Colapesce – 1.2.7 Giufà – 1.3 Varianti ed esecuzioni – 1.4 Le traduzioni dei I tre racconti dei tre figli di mercanti – 1.5 Capuana – 2. Strutture e temi – 2.1 Struttura e protagonisti della fiaba tradizionale – 2.2 La classificazione tematica (Aarne e Thompson, AT o AaTh) – 2.3 Il corpus orale di CanicaJ, Delia, Sommatino e Licata – 2.3.1 Piccicanieḍḍu (Canicatti) – 2.3.2 Lu re Befè (Delia) – 2.3.3 Cumpari surciḍḍu, cumpari gaḍḍuzzu (Delia) – 2.3.4 Bbovu d’Antoni (Delia) – 2.3.5 Lu cuntu di San Giuseppi (Delia) – 2.3.6 Lo scambio vantaggioso (Delia) – 2.3.7 L’anciḍḍuzzu d’oru (Delia) – 2.3.8 La principessa che non ride (Delia) – 2.3.9 A jimmuruta (Licata) – 2.3.10 Don Piacintinu (Licata) – 2.3.11 Il Mago e Marco (Sommatino) – Proposte didattiche – Criteri di trascrizione fono-ortografica e conversazionale con esempi – Riferimenti bibliografici