Centro di studi filologici e linguistici siciliani

Il Centro promuove gli studi sul siciliano antico e moderno, con una speciale attenzione rivolta al mondo della scuola, per un corretto approccio alla cultura dialettale e alla storia linguistica della Sicilia.

L’Atto costitutivo e lo Statuto


L’Atto costitutivo del Centro di studi filologici e linguistici siciliani fu rogato il 15 febbraio 1951 dal notaio Gaspare Roberto Di Vita di Carini e registrato il 19 febbraio con il n. 1124. Il riconoscimento della personalità giuridica avvenne un mese dopo con Decreto del Presidente della Regione Siciliana del 20 marzo 1951 n. 39/A, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana del 9 giugno 1951, p. 491. All’originario testo statuta­rio sono state apportate modifiche nelle sedute assembleari del 16 aprile 1958, del 24 maggio 1980, del 2 ottobre 1984, del 12 dicembre 1998 e del 20 dicembre 2012.

L’attività del Centro è sostenuta dalla legge regionale n. 54 del 21 agosto 1984.

STATUTO

CAPITOLO I

Art. 1 – È costituita in Palermo l’Associazione denominata «Centro di studi filologici e linguistici siciliani». Il Centro è un ente non commerciale senza fini di lucro ed è posto sotto il patronato del Presidente della Regione Siciliana e dei Rettori delle Università siciliane. Vengono inoltre sancite le seguenti condizioni:
-    divieto di svolgere attività diverse da quelle menzionate all’art. 3 del presente Statuto;
-    divieto di distribuire, anche in modo indiretto, utili e avanzi di gestione, nonché fondi, riserve o capitale durante la vita dell’organizzazione, a meno che la destinazione o la distribuzione non siano imposte per legge o siano effettuate a favore di altre ONLUS che per legge, statuto o regolamento fanno parte della medesima ed unitaria struttura;
-    obbligo di impiegare gli utili o gli avanzi di gestione per la realizzazione delle attività istituzionali e di quelle ad esse direttamente connesse;
-    obbligo di devolvere il patrimonio dell’organizzazione, in caso di suo scioglimento per qualunque causa, ad altre organizzazioni non lucrative di utilità sociale o a fini di pubblica utilità, sentito l’organismo di controllo all’art. 3, comma 190, della Legge 23 dicembre 1996, n. 662, salvo diversa destinazione imposta dalla legge;
-    obbligo di redigere il bilancio o rendiconto annuale;
-    disciplina uniforme del rapporto associativo e delle modalità associative volte a garantire l’effettività del rapporto medesimo, escludendo espressamente la temporaneità della partecipazione alla vita associativa e prevedendo per gli associati il diritto di voto per l’approvazione e le modificazioni dello statuto e dei regolamenti e per la nomina degli organi direttivi dell’associazione;
-    uso, nella denominazione ed in qualsivoglia segno distintivo e comunicazione rivolta al pubblico, della locuzione “organizzazione non lucrativa di utilità sociale” o dell’acronimo “ONLUS”.

Art. 2 – La sede del Centro è in atto presso l’Università degli Studi di Palermo. La rappresentanza legale spetta al Presidente eletto dall’Assemblea.

Art. 3 – Il Centro, a norma dell’atto costitutivo, si propone di promuovere gli studi sul siciliano antico e moderno, considerato in tutti i suoi aspetti e correlazioni, realizzando ogni iniziativa al detto fine attinente. Particolarmente si propone:
a) la pubblicazione di una «Collezione di testi siciliani dei secoli XIV e XV»;
b) la pubblicazione di un grande vocabolario delle parlate siciliane;
c) la pubblicazione di collane e di ogni altra opera, in cui trovino organica sistemazione le attività di ricerca nel campo degli studi filologici e linguistici siciliani, programmate dal Consiglio direttivo d’intesa con il Consiglio scientifico;
d) la edizione di un «Bollettino» che, oltre ad illustrare i programmi e le attività del Centro, accolga studi filologici e linguistici riguardanti la Sicilia, nonché l’edizione di eventuali altre pubblicazioni periodiche dirette a illustrare i programmi e le attività del Centro.

CAPITOLO II

Art. 4 – Il patrimonio del Centro è costituito da tutti i beni mobili o di altra natura che siano donati, ceduti o comunque acquisiti. È altresì costituito da eventuali altri fondi di riserva derivanti da eccedenze di bilancio.

Art. 5 – Alle spese occorrenti per il normale funzionamento del Centro, nonché per l’attività promozionale, editoriale, formativa e di ricerca, si provvederà con le quote sociali e i contributi versati dai soci o erogati da enti, società o persone o comunque offerti, e con i proventi di pubbliche e priva¬te iniziative che il Consiglio direttivo ritenesse opportuno promuovere.

Art. 6 – Fanno parte dell’Associazione coloro che, su proposta del Consiglio direttivo, ottengano in assemblea a scrutinio segreto la maggioranza di almeno due terzi dei votanti. I soci che per tre anni consecutivi non partecipano alle sedute assembleari in seduta ordinaria senza giustificato motivo, vengono considerati decaduti.

CAPITOLO III

Art. 7 – L’Assemblea generale è costituita da tutti i soci. L’Assemblea delibera l’ammissione dei soci e elegge nel suo seno, a scrutinio segreto, il Consiglio direttivo, il Consiglio scientifico e il Collegio dei revisori. Tale elezione avviene su una lista predisposta dal Consiglio direttivo, tenuto conto anche di eventuali candidature alle diverse cariche presentate da almeno nove soci. Deve essere in ogni caso garantita la presenza di docenti delle Università di Palermo, Catania e Messina.

Art. 8 – L’Assemblea generale è convocata in seduta ordinaria dal Presidente per ascoltarne la relazione, approvare il bilancio consuntivo al 31 dicembre e il preventivo del nuovo esercizio.

Art. 9 – L’Assemblea generale può essere convocata in seduta straordinaria, su richiesta di almeno un terzo dei soci che ne fanno parte, per discutere su particolari problemi indicati nell’ordine del giorno unito alla richiesta di convocazione. Della convocazione deve essere dato avviso almeno 15 giorni prima della data fissata.

Art. 10 – Nelle deliberazioni dell’Assemblea, per coloro che fossero impossibilitati a intervenire, è ammessa la votazione per delega ad altro socio. Ciascun Socio non può ricevere più di cinque deleghe.

Art. 11 – Le modifiche dello statuto devono essere approvate dall’Assemblea generale, con una maggioranza di almeno due terzi dei soci aventi diritto al voto.

Art. 12 – L’Assemblea, salvo i casi in cui a norma del presente statuto sia prevista una diversa maggioranza, non può deliberare se, tenuto conto delle deleghe, non intervengano in prima convocazione, almeno metà più uno dei componenti, e in seconda convocazione almeno un terzo.

CAPITOLO IV

Art. 13 – Il Consiglio direttivo è costituito dal presidente e legale rappresentante, da un vicepresidente, dal tesoriere e da altri due componenti. Il Consiglio dura in carica tre anni, a meno che, nel corso del triennio, le norme statutarie che ne regolano l’elezione non siano sottoposte a modifica. In tal caso si procede entro sei mesi a una nuova elezione. I componenti del Consiglio direttivo sono rieleggibili. Tutte le cariche sono assunte a titolo gratuito.

Art. 14 – Il Consiglio scientifico viene convocato dal presidente del Consiglio direttivo.

Art. 15 – Al Consiglio direttivo spetta la gestione del patrimonio e, sentito il Consiglio scientifico, l’approvazione dei piani annuali di attività nell’ambito di una programmazione triennale. Esso deve altresì predisporre i bilanci finanziari annuali e presentarli, insieme con la relazione del Collegio dei revisori, all’approvazione dell’Assemblea. Il Consiglio può essere riunito in tutti i casi in cui il Presidente lo riterrà opportuno.

Art. 16 – Per le riunioni del Consiglio direttivo è necessaria la presenza della metà più uno dei componenti, e le deliberazioni non sono valide se non vengono approvate dalla metà più uno degli intervenuti.

Art. 17 – Il Consiglio direttivo, sentito il Consiglio scientifico, nomina entro un mese dal suo insediamento i direttori delle collezioni e i responsabili delle attività di ricerca. Essi rimangono in carica per lo stesso periodo di tempo del Consiglio di amministrazione che li ha nominati, possono essere riconfermati e, se non ne fanno parte, partecipano con voto consultivo alle sedute del Consiglio scientifico.

Art. 18 – Il Collegio dei revisori è costituito da tre componenti. La loro nomina avviene contestualmente all’elezione del Consiglio direttivo.

Art. 19 – Lo scioglimento può essere deliberato dall’Assemblea in seduta straordinaria, con il voto favorevole di almeno quattro quinti dei soci. In caso di scioglimento, per qualsiasi causa esso intervenga, la devoluzione del patrimonio, salvo diversa destinazione imposta per legge, avverrà in favore dell’Università degli Studi di Palermo o di altra associazione con finalità analoghe o per fini di pubblica utilità.

Art. 20 – Il servizio di cassa è affidato a un Istituto di credito che opera a Palermo.