Bollettino n. 32 / 2021

BOLLETTINO DEL CENTRO DI STUDI FILOLOGICI E LINGUISTICI SICILIANI, 32/2021

AA.VV., Bollettino del Centro di studi filologici e linguistici siciliani. 32, Palermo 2021

ISSN 0577-277X – Pagine 254, € 35,00 dim. cm 17 x 24,5 x 1,5 – peso gr. 500

INDICE Vincenzo Cassì, Notizia di un frammento della Chirurgia di Guglielmo da Saliceto in volgare siciliano (Ragusa, Archivio di Stato) – Laura Sciascia, Due lettere dalla Sicilia per Martino l’Umano: il medico di corte e il cavaliere – Ferdinando Raffaele, Scritture esposte in volgare siciliano. VI. Le didascalie siciliane de Il banchetto di Erode e la decollazione del Battista nella chiesa Madre – Basilica di San Pietro di Collesano (PA) – Salvatore Arcidiacono, Repertoriazione, Collezioni testuali e lessicografia storica per il siciliano medievale: stato dell’arte, aggiornamenti e prospettive – Davide Basaldella, I prestiti romanzi del maltese. Questioni aperte e nuove prospettive – Gabriella Alfieri, Verga e «il valore d’uso» nella lingua e nel dialetto, tra vocabolari siciliani, toscani e… non solo – Sandra Covino, Tra etimologia ed etnografia. Le ricerche di H. Schuchardt in Italia meridionale e in Sicilia: testimonianze dal carteggio con F. D’Ovidio – Giulio Scivoletto, Italiano popolare in Sicilia nella Grande guerra: nuove acquisizioni e prospettive di analisi – Delia Bentley – Luisa Amenta, Towards a classification of Sicilian object experiencer psych-verbs – Valeria Garozzo, Italiano e dialetto nella conversazione. Un’indagine sulle manifestazioni del code switching nell’area ionica etnea.


ABSTRACT / RIASSUNTI

Vincenzo Cassì, Notizia di un frammento della Chirurgia di Guglielmo da Saliceto in volgare siciliano (Ragusa, Archivio di Stato)

L’articolo presenta un ignoto frammento (un bifolio pergamenaceo del sec. XIV/2) in volgare siciliano della Chirurgia di Guglielmo da Saliceto (Ragusa, Archivio di Stato). Si tratta della prima, e sinora unica, testimonianza della circolazione in Sicilia della Chirurgia, nonché di uno dei pochi testi in volgare rinvenuti dell’area iblea. Alla presentazione del manoscritto, del contesto archivistico e a un’analisi codicologica segue un primo tentativo di collocare il frammento all’interno della tradizione italo-romanza: dai dati sinora raccolti, viene esclusa la sua appartenenza al ramo settentrionale e ipotizzata, invece, quella al ramo toscano.

This paper presents an unknown fragment (a parchment bifolio from the second half of XIV century) in the Sicilian vernacular of Chirurgia by Guglielmo di Saliceto (Ragusa, State Archives). It is the first, and so far, only witness of the circulation of Chirurgia in Sicily, as well as one of the few vernacular texts found in the Hyblaean area. e presentation of the manuscript, the archival context, and a codicological analysis are followed by an attempt to place the fragment within the Italo-Romance tradition. From the data collected so far, we exclude it belongs to the northern branch, and instead posit it belongs to the Tuscan one.

Laura Sciascia, Due lettere dalla Sicilia per Martino l’Umano: il medico di corte e il cavaliere

Una lettera del medico di corte di Martino il giovane re di Sicilia ragguaglia il padre, re d’Aragona, sulle peripezie di un viaggio da Barcellona alla Sicilia del giovane sovrano e sulla festosa accoglienza che ha ricevuto; un’altra lettera, di un nobile di Sciacca, conferma la felicità dei siciliani per il ritorno del loro re nell’isola. Entrambe le lettere, in volgare siciliano, hanno lo scopo di rassicurare il re d’Aragona sulla tranquillità del regno e le capacità di governo del figlio, e mostrano in filigrana quanto i siciliani paventassero un’annessione dell’isola al regno d’Aragona.

A letter from the court physician of Martino, the young, king of Sicily, briefs informs his father, the king of Aragon, on the vicissitudes of the young ruler’s journey from Barcelona to Sicily and the festive welcome he received. Another letter, from a nobleman from Sciacca, confirms the Sicilian’s joy at the return of their king to the island. Both letters, in the Sicilian vernacular, are intended to reassure the King of Aragon about order in the kingdom and his son’s ability to rule, and subtly reveal how much the Sicilians feared the annexation of the island to the Kingdom of Aragon.

Ferdinando Raffaele, Scritture esposte in volgare siciliano. VI. Le didascalie siciliane de Il banchetto di Erode e la decollazione del Battista nella chiesa Madre – Basilica di San Pietro di Collesano (PA)

Avendo quale presupposto le precedenti ricerche dedicate alle scritture esposte in volgare siciliano, l’articolo esamina le didascalie presenti in un dipinto raffigurante Il banchetto di Erode e la decollazione del Battista, oggi custodito presso la chiesa Madre – basilica di San Pietro di Collesano (PA). Dopo avere preliminarmente vagliato i contenuti della pittura, si procede alla trascrizione delle scritture, al loro esame linguistico, alla messa a fuoco del loro rapporto con la figurazione del dipinto e con le fonti agiografiche. I testi sono databili al periodo 1520-1540 – ricadono dunque in un periodo in cui nell’uso scritto si registra il progressivo passaggio dal volgare siciliano a quello toscano – e denotano una facies linguistica siciliana con elementi di tipo toscano.

On the basis of previous research into inscriptions in Sicilian vernacular, this article examines the captions in Sicilian vernacular which accompany a picture dedicated to Il banchetto di Erode e la decollazione del Battista, in the church of St. Peter in Collesano (PA). After reviewing the content of the painting, the article moves on to the transcription of the writings and the linguistic analysis of the captions; it then focuses on the relationship between the written text, image, and hagiographic sources. (of St. John the Baptist’s legenda). the captions date back to 1520-1540 – a period when the transition from the Sicilian to the Tuscan vernacular occurred – and denote a Sicilian linguistic facies with Tuscan-type elements.

Salvatore Arcidiacono, Repertoriazione, collezioni testuali e lessicografia storica per il siciliano medievale: stato dell’arte, aggiornamenti e prospettive

Questo contributo esamina le novità più rilevanti nell’ambito delle ricerche sul siciliano medievale e, in particolare, all’interno del progetto ARTESIA (Archivio Testuale del Siciliano Antico), relativamente a quattro ambiti principali: le prospettive di ricerca e interoperabilità, con un ragguaglio sui nuovi progetti in fase di avvio; gli interventi sull’architettura del Corpus ARTESIA, in considerazione delle recenti modifiche alla cornice di campionamento e in relazione alla nuova attività lessicografica; i nuovi strumenti di repertoriazione e lo stato della raccolta dei dati; l’avvio della redazione per il Vocabolario del Siciliano Medievale (VSM) nell’ottica di un ecosistema lessicografico digitale.

This paper examines the most relevant innovations in the field of research on Medieval Sicilian. In particular, it focuses on the ARTESIA project (Archivio Testuale del Siciliano Antico) in relation to four main areas: the prospects for research and interoperability, with an account of new projects in the start-up phase; the interventions on the architecture of the Corpus ARTESIA, in view of the recent changes to the sampling frame, and in relation to the new lexicographic activity; the new tools for information gathering on the textual tradition and the state of data collection; and the start of the drafting of the Vocabolario del Siciliano Medievale (VSM) from the perspective of a digital lexicographic ecosystem.

Davide Basaldella, I prestiti romanzi del maltese. Questioni aperte e nuove prospettive

Nel presente saggio si approfondiscono alcuni problemi riguardanti i prestiti romanzi del maltese. Lo studio è diviso in tre sezioni: nella prima si considerano due (presunti) fenomeni di contatto tra romanzo e semitico; nella seconda si esaminano alcune corrispondenze fonetiche tra maltese e dialetti siciliani in sincronia e in diacronia; nella terza si affronta il problema della componente romanza non siciliana del maltese, a partire da un riesame dei romanismi segnalati dalla bibliografia più recente.

The paper discusses some problems related to Maltese Romance loanwords. The study is divided into three sections: in the first, we consider two alleged phenomena of contact between Romance and Semitic. In the second, we present some phonetic correspondences between Maltese and Sicilian dialects, from a synchronic and diachronic point of view; and in the third, we address the problem of the non- Sicilian Romance component of Maltese, starting from a review of the loanwords considered in recent studies.

Gabriella Alfieri, Verga e «il valore d’uso» nella lingua e nel dialetto, tra vocabolari siciliani, toscani e… non solo

Verga e i confratelli Capuana e De Roberto rientrano nel «tricuspide sistema lessicografico» di vocabolari latini, italiani e dialettali che avvolge l’«umanistica e regionale» letteratura italiana, (nencioni 1980). Più delle lacunose biblioteche dei tre veristi siciliani, i testi narrativi e teatrali documentano un’intensa frequentazione di vocabolari toscani e siciliani, più vigile in Verga e più passiva nei suoi sodali. Ai canonici vocabolari di Mortillaro e Traina, l’autore de I Malavoglia preferì lo snello e ‘differenziale’ repertorio del Macaluso Storaci (1875), fonte di scelte idiomatiche e stilistiche. nell’ideale laboratorio lessicografico di Verga, tutto proteso alla sincronia, andranno poi incorporati i dizionari milanesi e la lessicografia siciliana ‘domestica’ con i suoi traducenti ricavati dal Rigutini / Fanfani (1875), a sua volta fonte, col Petrocchi, dei toscanismi verghiani. nel rilevare la contraddizione tra «questi toscani che ci fanno i vocabolari», Verga però ribadiva inconsapevolmente la propria costitutiva appartenenza alla falange degli scrittori italiani che, volenti o nolenti, sono dei ‘vocabolisti’.

Verga and his confreres, Capuana and De Roberto, fall within the “tricuspid lexicographic system” of Latin, Italian and dialectal dictionaries that envelops “humanistic and regional” Italian literature (nencioni 1980). More than the incomplete libraries of the three Sicilian verists, the narrative and theatrical texts document an intense frequenting of Tuscan and Sicilian dictionaries, more vigilant in Verga and more passive in his cohorts. Instead of the canonical dictionaries by Mortillaro and Traina, the author of I Malavoglia preferred the slim and ‘differential’ repertory of Macaluso Storaci (1875), source of idiomatic and stylistic choices. In Verga’s ideal lexicographic laboratory, all aimed at synchronicity, the Milanese dictionaries and the Sicilian ‘domestic’ lexicography with its equivalents taken from Rigutini Fanfani (1875), in turn the source, with Petrocchi, of Verga’s Tuscanisms, were to be incorporated. In pointing out the contradiction between ‘these Tuscans who make us dictionaries’, Verga, however, unconsciously reiterated his constitutive belonging to the phalanx of Italian writers who, willingly or unwillingly, are ‘lexicographers’.

Sandra Covino, Tra etimologia ed etnografia. Le ricerche di H. Schuchardt in Italia meridionale e in Sicilia: testimonianze dal carteggio con F. D’Ovidio

Attraverso le testimonianze offerte dal carteggio di Hugo Schuchardt con Francesco D’Ovidio, vengono messi in luce l’intreccio tra ricerca etimologica e ricerca etnografica negli studi lessicali di Schuchardt e il contributo del maestro di Graz al rinnovamento teorico e metodologico della lessicografia europea tra Otto e novecento, specie in relazione ai prodromi degli atlanti linguistici. Il saggio si sofferma, in particolare, sul lungo soggiorno palermitano di Schuchardt nella primavera del 1901, durante il quale intrecciò relazioni con Pietro Spadaro, un imprenditore siciliano tra i più attivi all’epoca nel settore ittico, e con semplici pescatori dialettofoni. Grazie a queste frequentazioni, Schuchardt raccolse un ricco corredo di attrezzi per la pesca (ora conservati presso il Volkskunde Museum di Vienna) e documentò una nomenclatura tecnica di notevole interesse, per numero di voci e distribuzione areale.

Through the evidence offered by Hugo Schuchardt’s correspondence with Francesco D’Ovidio, the article highlights the intertwining of the etymological and ethnographic research in Schuchardt’s lexical studies and his contribution to the theoretical and methodological renewal of European lexicography between the nineteenth and twentieth centuries, especially in relation to the prodromes of linguistic atlases. The paper focuses in particular on Schuchardt’s long stay in Palermo in the spring of 1901. At that time, he established relations with Pietro Spadaro, a very active Sicilian entrepreneur in the fisheries sector, and with simple dialect-speaking fishermen. It was thanks to these acquaintances that Schuchardt gathered a rich collection of fishing gear (now in the Volkskunde Museum Wien), and documented a technical nomenclature of considerable interest, for number of entries and area distribution.

Giulio Scivoletto, Italiano popolare in Sicilia nella Grande guerra: nuove acquisizioni e prospettive di analisi

In questo articolo viene presentato un corpus inedito di recente acquisizione, costituito dalla corrispondenza epistolare dei Di Raimondo, famiglia contadina di Modica, durante l’intero corso della prima guerra mondiale: si tratta di un materiale molto ricco, formato da oltre duecento tra lettere e cartoline scambiate tra i figli maschi al fronte e il resto della famiglia rimasta a Modica. Dopo un’introduzione sul valore storico e linguistico delle fonti popolari per la ricerca sulla Grande guerra, si fornisce la riproduzione fotografica di due unità – una lettera, scritta dal padre nel giugno 1915, e una cartolina, scritta da uno dei figli nell’agosto 1917 – seguita dall’edizione diplomatica e interpretativa del testo. Si procede dunque con la descrizione di alcuni dei principali tratti linguistici che caratterizzano questi esempi di scritture popolari, per poi concludere delineando le prospettive di ricerca che l’analisi di questo corpus suggerisce per lo studio dell’italiano popolare in Sicilia.

This article presents an unpublished corpus of recent acquisition, consisting of the correspondence of a peasant family from Modica throughout the First World War. The material is very rich, consisting of over two hundred letters and postcards exchanged between the sons at the front and the rest of the family in their hometown. After an introduction on the historical and linguistic value of popular sources for the research on the Great War, the photographic reproduction of two units is provided – a letter, written by the father in June 1915, and a postcard, written by one of the sons in August 1917 – followed by the diplomatic and interpretative edition of the text. Then, the main linguistic features that characterise these examples of popular writing are described. To conclude, some research perspectives are outlined – suggested by the analysis of this corpus – for the study of the so-called ‘Popular Italian’ in Sicily.

Delia Bentley – Luisa Amenta, Towards a classification of Sicilian object experiencer psych-verbs

In this article we report the results of two surveys of object experiencer psych verbs conducted under the auspices of the Sicilian Linguistic Atlas. Two questionnaires were administered to 105 and, respectively, 25 dialect native speakers, and the results were analysed quantitatively using Rbrul (Johnson 2019). In accordance with the objectives of the Sicilian Linguistic Atlas, we measured the relevance of the variables age, education and provenance to the variation in the grammar of the verbs under scrutiny. We also applied the same statistical methods to the study of the correlation of verb classes with a number of morphosyntactic patterns. In light of our findings, we propose a lexico-semantic analysis of Sicilian object experiencer psych verbs which explains the variation in their morphosyntactic behaviour in terms of different patterns of lexicalization of the two features [±dynamic] [±causative]. We classify the verbs under scrutiny into three groups: (i) [+dynamic] [-causative] (es. ’mbrugghiari ‘cheat/deceive’), (ii) [+dynamic] [+causative] (es. culpiri ‘hit/impress’), (iii) [-dynamic] [+causative] (es. annirbari ‘irritate’).

Il contributo propone un’analisi dei verbi psicologici con sperimentatore oggetto, avvalendosi di dati raccolti nell’ambito delle inchieste dell’Atlante Linguistico della Sicilia. Sono stati somministrati due differenti questionari a, rispettivamente, 105 e 25 informatori dialettofoni, e i risultati sono stati analizzati da un punto di vista quantitativo con Rbrul (Johnson 2019), al fine di offrirne una compiuta classificazione. Secondo le finalità di ricerca dell’Atlante Linguistico della Sicilia, nell’analisi si è osservato il ruolo delle variabili sociolinguistiche provenienza, età e istruzione negli usi di questi verbi. Gli stessi metodi statistici sono stati usati per studiare la correlazione fra classi verbali e costrutti morfosintattici. Alla luce dei risultati dell’indagine proponiamo un’analisi lessico-semantica dei verbi psicologici siciliani con sperimentatore oggetto secondo la quale i loro diversi comportamenti morfosintattici dipendono dalla lessicalizzazione delle proprietà [±dynamic] [±causative]. Classifichiamo i verbi in esame in tre gruppi: (i) verbi dinamici non causativi (es. ’mbrugghiari), (ii) verbi dinamici causativi (es. culpiri), (iii) verbi causativi non dinamici (es. annirbari).

Valeria Garozzo, Italiano e dialetto nella conversazione. Un’indagine sulle manifestazioni del code switching nell’area ionica etnea

Il presente lavoro si propone di esaminare le manifestazioni di code switching tra italiano e dialetto nel parlato spontaneo di parlanti siciliani, allo scopo di individuare le funzioni comunicative e il ruolo pragmatico che questo fenomeno può svolgere all’interno della conversazione. Si cercherà di dimostrare come il code switching rappresenti una notevole risorsa per i parlanti bilingui, sia per l’attuazione di particolari strategie interazionai sia per l’organizzazione interna del discorso.

This paper aims to examine the actual occurrence of code-switching between the Italian language and the Sicilian dialect in everyday conversation (in Sicily), with a focus on the interactional functions and the pragmatic role that this phenomenon can play within the conversation. The purpose of the research is to demonstrate how conversational code-switching represents a valuable resource for bilingual speakers, both for the accomplishment of certain interactional strategies and the internal organisation of the discourse.


Redazione Questo volume del Bollettino è stato curato redazionalmente da Anael Intelisano, Salvatore Arcidiacono, Tecla Chiarenza, Ferdinando Raffaele, Roberta Romeo, Giulio Scivoletto, Fiorenza Tomarchio