{"id":180,"date":"2018-02-01T20:27:28","date_gmt":"2018-02-01T19:27:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.csfls.it\/res\/?page_id=180"},"modified":"2026-04-13T13:31:17","modified_gmt":"2026-04-13T11:31:17","slug":"la-storia","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.csfls.it\/res\/il-centro\/la-storia\/","title":{"rendered":"La storia"},"content":{"rendered":"<div id=\"pl-180\"  class=\"panel-layout\" ><div id=\"pg-180-0\"  class=\"panel-grid panel-no-style\" ><div id=\"pgc-180-0-0\"  class=\"panel-grid-cell\" ><div id=\"panel-180-0-0-0\" class=\"so-panel widget widget_black-studio-tinymce widget_black_studio_tinymce panel-first-child panel-last-child\" data-index=\"0\" ><h3 class=\"widget-title\">La storia<\/h3><div class=\"textwidget\"><\/div><\/div><\/div><\/div><div id=\"pg-180-1\"  class=\"panel-grid panel-has-style\" ><div class=\"siteorigin-panels-stretch panel-row-style panel-row-style-for-180-1\" data-stretch-type=\"full-width-stretch\" ><div id=\"pgc-180-1-0\"  class=\"panel-grid-cell\" ><div id=\"panel-180-1-0-0\" class=\"so-panel widget widget_black-studio-tinymce widget_black_studio_tinymce panel-first-child panel-last-child\" data-index=\"1\" ><div class=\"textwidget\"><p>&nbsp;<\/p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><div id=\"pg-180-2\"  class=\"panel-grid panel-no-style\" ><div id=\"pgc-180-2-0\"  class=\"panel-grid-cell\" ><div id=\"panel-180-2-0-0\" class=\"so-panel widget widget_black-studio-tinymce widget_black_studio_tinymce panel-first-child panel-last-child\" data-index=\"2\" ><div class=\"textwidget\"><p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt;\">Sul principio degli anni Cinquanta vengono a maturazione in Sicilia, nel campo della filologia e della linguistica, istituzioni e programmi che il conflitto mondiale non aveva cancellati, ma che anzi erano venuti via via organizzandosi e consolidandosi. Ha inizio cos\u00ec un nuovo capitolo della vicenda degli studi filologici in Sicilia. Un primo capitolo, apertosi a met\u00e0 Ottocento e protrattosi sino alle soglie della prima guerra mondiale, aveva perseguito e in parte attuato l\u2019o\u00adbbiettivo di rintracciare e pubblicare antichi testi letterari in volgare. \u00c8 in questi anni \u2013 gli anni di Alessio Di Giovanni, di Giacomo De Gregorio, di Gioacchino Di Marzo \u2013 che vengono prodotte edizioni parziali o integrali, pur se talvolta imprecise, di scritture volgari trecentesche e quattrocentesche, dalle\u00a0<em>Costituzioni be\u00adnedettine<\/em>\u00a0al\u00a0<em>Libro dei vizii e delle virt\u00f9<\/em>, dal\u00a0<em>Rebellamentu di Sichilia<\/em>\u00a0alla\u00a0<em>Quaedam profetia<\/em>, dalla\u00a0<em>Vita di S. Onofrio<\/em>\u00a0al\u00a0<em>Libru de lu dialagu de Sanctu Gregoriu<\/em>. \u00abSi entra \u2013 sottolinea\u00a0<strong>Franco Branciforti<\/strong><sup>1<\/sup>\u00a0\u2013 nel vivo della tradi\u00adzione letteraria siciliana dei primi secoli con una ricerca non pi\u00f9 ancorata ad interessi storico-documentari di derivazione settecentesca, n\u00e9 a diva\u00adgazioni accademico-letterarie, ma ormai orientata ad individuare e defini\u00adre un patrimonio culturale, che per la prima volta si presenta serio, consi\u00adstente ed omogeneo\u00bb. Saranno poi due figure eminenti di studiosi \u2013\u00a0<strong>Michele Catalano<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Salvatore Santangelo<\/strong>\u00a0\u2013 che, approntando nuovi strumenti di ricerca, salde\u00adranno, nel periodo tra le due guerre, la generazione dei Di Giovanni e dei De Gregorio con quella dei fondatori e dei protagonisti degli anni iniziali del Centro. Nel campo degli studi linguistici e dialettologici, il dibattito, aperto da\u00a0<strong>Gerhard Rohlfs<\/strong>\u00a0sin dalla met\u00e0 degli anni Venti con la formulazione del\u00adla nota tesi della neoromanizzazione dell\u2019Isola<sup>2<\/sup>\u00a0in epoca medievale, aveva avuto i suoi momenti salienti, oltre che in una non piccola serie di inter\u00adventi dello stesso Rohlfs, nei contributi importanti di\u00a0<strong>Antonino Pagliaro<\/strong><sup>3<\/sup>\u00a0del 1933 e 1934 e, alcuni anni dopo, di\u00a0<strong>Giovanni Alessio<\/strong><sup>4<\/sup>, entrambi deci\u00adsamente avversi alle posizioni rohlfsiane. La discussione \u2013 pur non priva di asprezze e di alcuni eccessi polemici \u2013 aveva avuto il merito, tra gli altri, di sollevare la linguistica siciliana dalle secche neogrammaticali e dalla mo\u00addesta seppur copiosa lessicografia dialettale, spostando l\u2019attenzione degli specialisti sulle complesse vicende della storia linguistica della Sicilia. Gli stessi apporti di\u00a0<strong>Giorgio Piccitto<\/strong>, il compianto studioso ragusano, profes\u00adsore di Dialettologia siciliana nell\u2019Universit\u00e0 di Catania, e tra i fondatori del Centro, vanno visti in questo clima di rinnovamento degli studi lin\u00adguistici; non a caso il suo progetto di vocabolario dialettale del 1950 por\u00adta il titolo\u00a0<em>Per un moderno vocabolario siciliano<\/em>, mentre il suo fondamen\u00adtale saggio su\u00a0<em>La classificazione delle parlate siciliane e la metafonesi in Si\u00adcilia<\/em><sup>5<\/sup>,anch\u2019esso del 1950, rinnova le premesse su cui erano stati fondati i vecchi schemi classificatori, a cominciare da quello di H. Schneegans<sup>6<\/sup>, arricchendo uno strumento, di per s\u00e9 descrittivo, di spunti, riflessioni, ipo\u00adtesi sull\u2019evoluzione degli usi linguistici nell\u2019Isola.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt;\">Tornando all\u2019indagine filologica, anche in questo settore nuovi com\u00adpiti e rinnovate prospettive di lavoro sono concretamente poste nell\u2019im\u00admediato dopoguerra da <strong>Ettore Li Gotti<\/strong>\u00a0col suo Repertorio storico-critico dei testi in antico siciliano dei secoli XIV e XV<sup>7<\/sup>, punto di partenza della mo\u00adderna filologia siciliana.\u00a0Altre importanti iniziative, quali il congresso fe\u00addericiano del 1950 e quello del 1951 per il VII cente\u00adnario della poesia e lingua italiana, contribuiscono a vitalizzare gli studi fi\u00adlologici siciliani, ampliandone gli orizzonti, estendendone i collegamenti, sottolineando l\u2019importante ruolo della Sicilia nel mondo medievale.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt;\">\u00c8 in questo clima fervido ed entusiasta che nasce e muove i primi pas\u00adsi, nel 1951, il Centro di studi filologici e linguistici siciliani, grazie anche al sostegno della Regione Siciliana. E non \u00e8 senza significato che della vi\u00adcenda della sua fondazione siano protagonisti, tra gli altri, gli stessi <strong>Li Got\u00adti<\/strong>,\u00a0<strong>Pagliaro<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Piccitto<\/strong>: quegli studiosi, cio\u00e8, che avevano posto, negli anni precedenti, le premesse per il rinnovamento degli studi filologici e lingui\u00adstici in Sicilia.\u00a0\u00c8 questa nuova sensibilit\u00e0 che ispira, nel momento determinante del\u00adla fondazione, la formulazione degli articoli\u00a0<em>istituzionali\u00a0<\/em>dello Statuto: \u00abIl Centro, a norma dell\u2019atto costitutivo, si propone di promuovere gli studi sul siciliano antico e moderno, considerato in tutti i suoi aspetti, coordi\u00adnando anche tutte le altre iniziative al detto fine attinenti. Per intanto par\u00adticolarmente si propone: a) la pubblicazione di una Collezione di testi si\u00adciliani dei secoli XIV e XV in cui si riflette uno dei momenti pi\u00f9 caratte\u00adristici della cultura siciliana; b) la raccolta del materiale per la compila\u00adzione e pubblicazione di un grande\u00a0<em>Vocabolario delle parlate siciliane<\/em>, in cui si rifletta e, in un certo senso, si compendi la civilt\u00e0 dell\u2019Isola\u00bb.\u00a0Per il raggiungimento di tali obiettivi vengono costituite due sezioni: la Sezione filologica, sotto la denominazione di \u201cCommissione per i testi\u201d, con sede presso l\u2019Universit\u00e0 di Palermo, con il compito di pubblicare gli antichi testi siciliani (ne sar\u00e0 primo responsabile\u00a0<strong>Ettore Li Gotti<\/strong>, cui suc\u00adcederanno\u00a0<strong>Antonino Pagliaro<\/strong>,\u00a0<strong>Giuseppe Cusimano<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Costanzo Di Girolamo<\/strong>); la Sezione linguisti\u00adca, sotto la denominazione di \u201cOpera del Vocabolario\u201d, con sede presso l\u2019Universit\u00e0 di Catania, con il compito di attendere alla preparazione, com\u00adpilazione e pubblicazione del\u00a0<em>Vocabolario siciliano<\/em>\u00a0(ne sar\u00e0 primo respon\u00adsabile <strong>Giorgio Piccitto <\/strong>con <strong>Giovanni Tropea<\/strong>, la cui eredit\u00e0 sar\u00e0 raccolta da <strong>Salvatore Trovato<\/strong>). Scrive <strong>Franco Branciforti<\/strong>, riferendosi ai congressi prima menzionati e alla quasi contemporanea costituzione del Centro, che \u00abi primi due riba\u00addiscono, al livello pi\u00f9 qualificato, l\u2019appartenenza intrinseca e significativa della cultura medievale siciliana alla civilt\u00e0 romanza contemporanea, e la seconda appronta lo strumento operativo perch\u00e9 questa cultura, in tutte le sue manifestazioni, venga esplorata organicamente e sistematicamente\u00bb. Era stato, dunque, <strong>Ettore Li Gotti<\/strong>, professore di Filologia romanza nell\u2019Universit\u00e0 di Palermo, a dare il primo impulso a questo processo fe\u00adcondo. Al suo appello, condiviso da\u00a0<strong>Pagliaro<\/strong>\u00a0e da\u00a0<strong>Piccitto<\/strong>, rispose\u00adro subito, e calorosamente, personalit\u00e0 di primissimo piano del mondo ac\u00adcademico, quali i gi\u00e0 anziani\u00a0<strong>Salvatore Santangelo<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Michele Catalano<\/strong>, e poi\u00a0<strong>Carmelina Naselli<\/strong>,\u00a0<strong>Antonino De Stefano<\/strong>,\u00a0<strong>Salvatore Battaglia<\/strong>,\u00a0<strong>Bruno Lavagnini<\/strong>\u00a0e alcuni intellettuali e uomini di cultura impegnati in alte cariche po\u00adlitiche e accademiche, come\u00a0<strong>Franco Restivo<\/strong>, Presidente della Regione Si\u00adciliana, e\u00a0<strong>Lauro Chiazzese<\/strong>, Rettore dell\u2019Universit\u00e0 di Palermo, che sar\u00e0 il primo presidente del Centro. Gli succederanno lo stesso\u00a0<strong>Franco Restivo<\/strong>,\u00a0<strong>Mario Fasino<\/strong>, anch\u2019egli ex Presidente della Regione e dell\u2019Assemblea Re\u00adgionale Siciliana,\u00a0<strong>Antonino Buttitta<\/strong>\u00a0e, a partire dal 2009,\u00a0<strong>Giovanni Ruffino<\/strong>. Ma la vita del Centro non si esaurisce nell\u2019iniziativa e nel ruolo delle autorevoli figure dei suoi fondatori. Gi\u00e0 sin dai primi anni si raccolgono intorno a\u00a0<strong>Li Gotti<\/strong>, a\u00a0<strong>Battaglia<\/strong>, a\u00a0<strong>Pagliaro<\/strong>, a\u00a0<strong>Santangelo<\/strong>, allo stesso ancor giovane\u00a0<strong>Piccitto<\/strong>, le nuove generazioni dei filologi e dei dialettologi sicilia\u00adni, in un tirocinio di scienza, ma anche di umanit\u00e0, che ha lasciato testi\u00admonianze significative proprio nelle prime realizzazioni del Centro: le\u00a0<em>Poe\u00adsie siciliane dei secoli XIV e XV<\/em>,che escono negli anni 1951-52 a cura di\u00a0<strong>Giuseppe Cusimano<\/strong>, le\u00a0<em>Regole, costituzioni, confessionali e rituali<\/em>\u00a0a cura di\u00a0<strong>Franco Bran\u00adciforti<\/strong>\u00a0(1953),\u00a0<em>La conquesta di Sichilia fatta per li Normandi translatata per frati Simuni da Lentini<\/em>\u00a0a cura di\u00a0<strong>Giuseppe Rossi-Taibbi<\/strong>\u00a0(1954), la\u00a0<em>Sposi\u00adzione del Vangelo della Passione secondo Matteo<\/em>\u00a0a cura di\u00a0<strong>Pietro Palumbo<\/strong>(1954-57),\u00a0<em>Dal \u201cDeclarus\u201d di A. Senisio i vocaboli siciliani<\/em>\u00a0a cura di\u00a0<strong>Augu\u00adsto Marinoni<\/strong>\u00a0(1955). Le collaborazioni, i collegamenti, le intese si estendono e varcano ben presto i confini dell\u2019Isola, coinvolgendo sin dal primo decennio di vita del Centro studiosi non siciliani di grande prestigio, come\u00a0<strong>Gianfranco Fole\u00adna<\/strong>\u00a0(che curer\u00e0 la\u00a0<em>Istoria di Eneas vulgarizata per Angilu di Capua<\/em>)o\u00a0<strong>Fran\u00adcesco A. Ugolini\u00a0<\/strong>(che pubblicher\u00e0 il\u00a0<em>Valeriu Maximu translatatu in vulgar messinisi per Accursu di Cremona<\/em>). Ma siciliano in questa nuova fase \u00abdiventa \u2013 come osserva ancora\u00a0<strong>Bran\u00adciforti<\/strong>\u00a0\u2013 il lavoro e non la persona, siciliano \u00e8 l\u2019oggetto della ricerca, sici\u00adliano \u00e8 infine lo spirito, che la informa, nell\u2019accezione pi\u00f9 alta e disinte\u00adressata, di contributo alla ricostruzione di un momento assai significativo della cultura neolatina. \u00c8 la prima volta, nella storia della cultura in Sici\u00adlia, che una impresa collettiva di tanto impegno si attui e sopravviva, con\u00adservando strenuamente lo spirito laico e progressista originario (cio\u00e8 libe\u00adro da ogni ipoteca regionalista); \u00e8 la prima volta che la cultura siciliana as\u00adsuma e conduca, senza complessi, un impegno di lavoro scientifico, che si allinea con le grandi raccolte di testi di altre lingue romanze\u00bb. Sull\u2019altro versante, quello dialettologico,\u00a0<strong>Giorgio Piccitto<\/strong>\u00a0mette a punto la concreta organizzazione del lavoro preparatorio per la realizzazione di un moderno vocabolario delle parlate siciliane, che tenga conto dei pi\u00f9 ag\u00adgiornati orientamenti della lessicografia dialettale. Negli anni che prece\u00addettero la seconda guerra mondiale era venuta crescendo in Italia l\u2019esi\u00adgenza di rinnovare l\u2019impianto e l\u2019ideologia stessa dei vocabolari dialettali, abbandonando \u2013 con l\u2019antica finalit\u00e0 didascalica \u2013 una concezione aristo\u00adcratica e \u201curbana\u201d del dialetto parlato. Intuizioni sia pure embrionali, pre\u00adsenti in vocabolari come quello abruzzese di Finamore<sup>8<\/sup>\u00a0e c\u00f2rso di Fal\u00adcucci<sup>9<\/sup>, vagamente attenti alla variazione diatopica, erano state valorizzate con l\u2019affermarsi del metodo della geografia linguistica, che aveva portato alla luce le manchevolezze, e talvolta le grossolanit\u00e0, della lessicografia tra\u00addizionale, carente sotto l\u2019aspetto dell\u2019ordinamento dei materiali, della tra\u00adscrizione, della notazione del livello d\u2019impiego e della localizzazione geo\u00adgrafica delle forme. Anche la pur ricca tradizione lessicografica siciliana (che pure annovera opere come quelle di Pasqualino<sup>10<\/sup>\u00a0e di Del Bono<sup>11<\/sup>\u00a0per il secolo XVIII, di Mortillaro<sup>12<\/sup>\u00a0e di Traina<sup>13<\/sup>\u00a0per il secolo XIX), era via via decaduta in una vocabolaristica stancamente ripetitiva. Piccitto, allievo di Clemente Merlo a Pisa intorno alla met\u00e0 degli anni Trenta, poi lettore di italiano in Germania, aveva potuto maturare e affinare la sua vocazione di dialettologo nel contatto con gli ambienti pi\u00f9 sensibili della linguistica ita\u00adliana ed europea (a Lipsia aveva avuto modo di conoscere il grande ro\u00admanista Walter von Wartburg). Del resto, gi\u00e0 prima del 1940, Gerhard Rohlfs aveva pubblicato il suo esemplare <em>Dizionario dialettale delle Tre Ca\u00adlabrie<\/em><sup>14<\/sup>,che costituisce il primo autentico modello di lessicografia diato\u00adpica, attenta cio\u00e8 alla variazione geografica. \u00c8 questa, dunque, la prospet\u00adtiva di lavoro nella quale Piccitto si pone. La sua instancabile operosit\u00e0 mette in funzione, nell\u2019arco di pochi mesi subito dopo la costituzione del Centro, una efficiente rete di collaboratori locali, appassionati cultori del dialetto, che consentiranno la raccolta di gran parte dei materiali dialetta\u00adli gi\u00e0 pubblicati o ancora da pubblicare. Per ottenere ci\u00f2, Piccitto si fa an\u00adche divulgatore entusiasta e infaticabile; diffonde in tutti i comuni sicilia\u00adni opuscoli illustrativi dell\u2019impresa; coinvolge la stampa, l\u2019Amministra\u00adzione regionale, le direzioni didattiche, le parrocchie; riesce a destare un clima di interesse ed entusiasmo attorno alle ricerche dialettologiche sul siciliano. Fu possibile, in tal modo, reclutare informatori in circa 250 co\u00admuni, alcuni dei quali offriranno per vari decenni, generosamente, il loro contributo.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt;\">Dopo questa prima fase promozionale e organizzativa, e dopo aver impiantato lo schedario di base del vocabolario (oggi ricco di oltre 500.000 schede<sup>15<\/sup>, ricavate anche da fonti lessicografiche dal \u2018600 in poi, demologi\u00adche e letterarie), Piccitto affronta \u2013 sempre nell\u2019ambito del Centro \u2013 i com\u00adplessi problemi redazionali che un\u2019opera di cos\u00ec grande impegno pone: lo\u00adcalizzazione delle forme, trascrizione, acquisizione di tutte le altre docu\u00admentazioni scritte, redazione del testo. Il primo concreto risultato viene rag\u00adgiunto, nel 1961, con la pubblicazione di un fascicolo di saggio di 96 pa\u00adgine e poco dopo con la costituzione del primo corpo redazionale di cui fanno parte, con\u00a0<strong>Giovanni Tropea<\/strong>\u00a0(suo primo collaboratore),\u00a0<strong>Giuseppe Gu\u00adlino<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Aurelio Pappalardo<\/strong>. Piccitto non potr\u00e0 vedere realizzato il suo pro\u00adgetto: quando ormai aveva completato la redazione del primo volume (A-E) del Vocabolario (che poi uscir\u00e0 nel 1977), viene improvvisamente a man\u00adcare, a soli 56 anni, nel marzo del 1972. L\u2019opera intrapresa da Piccitto non ha tuttavia sub\u00ecto interruzioni. Sot\u00adto la direzione di\u00a0<strong>Giovanni Tropea<\/strong>, succeduto al Maestro anche nell\u2019insegnamento della dialettologia a Catania, sono stati pubblicati altri tre volumi a par\u00adtire dal 1985, mentre il quinto (Si-Z) \u00e8 stato pubblicato nel 2002, grazie al lavoro di una rinnovata e ampliata \u00e9quipe di redattori coordinati da\u00a0<strong>Salvatore C. Trovato<\/strong>. Il compito di riunire insieme i due indirizzi istituzionali, il linguisti\u00adco e il filologico, in uno strumento unitario di studio e di ricerca, \u00e8 sin dal\u00adl\u2019inizio affidato al \u00abBollettino\u00bb, la rivista del Centro, pubblicata a partire del 1953 sotto la direzione di\u00a0<strong>Ettore Li Gotti<\/strong>\u00a0e successivamente di\u00a0<strong>Antonino Pagliaro<\/strong>, di\u00a0<strong>Giuseppe Cu\u00adsimano<\/strong>, di<strong> Gianvito Resta<\/strong>, di <strong>Gaetana Maria Rinaldi<\/strong> e di <strong>Mario Pagano<\/strong>, che ha accolto nei 36 volumi sinora pubblicati contributi fondamentali dei maggiori filologi e linguisti italiani ed europei.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt;\">La morte, anch\u2019essa prematura e improvvisa di Li Gotti, animatore del Centro sin dalla sua costituzione, pur lasciando un vuoto grave e doloroso, non ha determinato rallentamenti nell\u2019attivit\u00e0 dell\u2019Associazione. <strong>Giuseppe Cusimano<\/strong>, che era stato il pi\u00f9 vicino collaboratore di Li Gotti e ne racco\u00adglieva ora l\u2019eredit\u00e0 nella Segreteria del Centro e nell\u2019insegnamento uni\u00adversitario, si fa anche lui animatore e sollecitatore assiduo e tenace, porta avanti tra non poche difficolt\u00e0 le iniziative intraprese, apre ulteriori prospettive di ricerca e di intervento: nuovi volumi arricchiscono la Collezione degli antichi testi siciliani (i due volumi del\u00a0<em>Valeriu Maximu<\/em>,curati da\u00a0<strong>Francesco A. Ugolini<\/strong>; i tre volumi, curati da<strong>\u00a0Francesco Bruni<\/strong>, del\u00a0<em>Libru di li vitii et di li virtuti<\/em>; il\u00a0<em>Libru di lu transitu et vita di misser sanctu Iheronimu<\/em>, curato da\u00a0<strong>Costanzo Di Girolamo<\/strong>; infine, sotto la direzione dello stesso Di Girolamo, i volumi\u00a0<em>Or\u00addini di la confessioni \u00abRenovamini\u00bb<\/em>, curato da<strong>\u00a0Salvatore Luongo<\/strong>,\u00a0<em>Il \u00abcaternu\u00bb del\u00adl\u2019Abate Angelo Senisio<\/em>, curato da\u00a0<strong>Gaetana M. Rinaldi<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Antonino Giuffrida<\/strong>), l\u2019<em>Alfabetin<\/em>, a cura di\u00a0<strong>G. Sermoneta<\/strong>\u00a0e il\u00a0<em>Munti della santissima oracioni<\/em>, curato da\u00a0<strong>Rosa Ca\u00adsapullo<\/strong>, mentre numerosi altri vengono messi in cantiere grazie a una pa\u00adziente opera di ricerca e di stimolo, mai venuta meno; nuove collane sono istituite (i \u201cSupplementi al \u00abBollettino\u00bb\u201d), mentre viene rilanciata e rinvi\u00adgorita la vecchia serie della \u201cBiblioteca del Centro\u201d; viene raccolta la pro\u00adposta di\u00a0<strong>Gianvito Resta<\/strong>\u00a0di aprire il capitolo dei testi di et\u00e0 mediolatina e uma\u00adnistica, con il\u00a0<em>Liber rerum gestarum Ferdinandi regis del Panormita<\/em>, cui se\u00adguiranno altri contributi, frutto della feconda scuola dello stesso Resta; vie\u00adne intrapresa una sistematica ricognizione degli incunaboli delle due mag\u00adgiori biblioteche palermitane, realizzata nella pubblicazione di essenziali ca\u00adtaloghi; vengono organizzati importanti convegni internazionali (quello su \u201cDante e la Magna Curia\u201d del 1965; quello su \u201cLingua parlata e lingua scritta\u201d del 1967; quello per l\u2019Atlante linguistico mediterraneo del 1975 e, nel 1984, su \u201cTre millenni di storia linguistica della Sicilia\u201d). Nonostante la sua formazione filologica,\u00a0<strong>Giuseppe Cusimano<\/strong>\u00a0non trascura, e anzi arricchisce, il filone linguistico-dialettologico, aprendo il Cen\u00adtro alla collaborazione di studiosi del valore di\u00a0<strong>Riccardo Ambrosini<\/strong>,\u00a0<strong>Alber\u00adto V\u00e0rvaro<\/strong>,\u00a0<strong>Girolamo Caracausi<\/strong>,<strong>\u00a0Giovan Battista Pellegrini<\/strong>,\u00a0<strong>Alfonso Leone<\/strong>,\u00a0<strong>Franco Fanciullo<\/strong>,\u00a0<strong>Franco Lo Piparo<\/strong>, che assicurano contributi rilevantissimi per la storia linguistica della Sici\u00adlia e per la conoscenza della situazione dialettale dell\u2019Isola. E val la pena di sottolineare che tutto quanto \u00e8 andato con\u00adcretandosi durante questi decenni, piuttosto che irrigidire e chiu\u00addere problemi e programmi, abbia invece aperto nuove prospettive, ab\u00adbia attivato stimoli nuovi. Cos\u00ec, accanto alle iniziative di cui si \u00e8 detto nel campo della filologia e della lessicografia, sono stati via via concepiti e so\u00adno in corso di attuazione altri progetti nel campo dell\u2019etimologia, dell\u2019o\u00adnomastica, della dialettologia etnografica, della sociolinguistica, della geo\u00adlinguistica: pu\u00f2 ben dirsi che in un cos\u00ec ampio e ricco programma di ri\u00adcerca siano impegnate le migliori energie di cui la linguistica siciliana og\u00adgi dispone, in Sicilia e fuori di Sicilia. L\u2019indagine etimologica \u00e8 stata ed \u00e8 in larga misura affidata all\u2019inizia\u00adtiva di uno specialista dagli interessi e dalle competenze vastissime come\u00a0<strong>Alberto V\u00e0rvaro<\/strong>\u00a0il quale, con il primo volume (A-L) del suo\u00a0<em>Vocabolario eti\u00admologico siciliano<\/em>\u00a0del 1986, ci ha dato (pur non pretendendo di trattare il patrimonio lessicale nel senso pi\u00f9 estensivo) il primo vero esempio di les\u00adsico storico-etimologico di un\u2019area dialettale italiana. Il programma tutto\u00adra in corso di realizzazione, ha avuto, tra gli altri, il merito di sollecitare ul\u00adteriori approfondimenti sul complesso e stratificato patrimonio lessicale siciliano. Significative risposte a tali sollecitazioni sono venute in primo luogo da\u00a0<strong>Girolamo Caracausi<\/strong>, profondo conoscitore delle condizioni lin\u00adguistiche della Sicilia medievale, il quale ha incoraggiato la messa a punto di un piano per la pubblicazione di tre lessici medievali di Sicilia, il latino, l\u2019arabo e il greco. Di quest\u2019ultimo, gi\u00e0 pubblicato, \u00e8 egli stesso autore, co\u00ads\u00ec come si deve all\u2019instancabile sua operosit\u00e0 la pubblicazione, nel 1993, del poderoso\u00a0<em>Dizionario onomastico della Sicilia<\/em>. Sia i primi che i secondi rientrano nel pi\u00f9 vasto programma della collana \u201cLessici siciliani\u201d, diretti da\u00a0<strong>Giovanni Ruffino<\/strong>, avvia\u00adta nel 1984 proprio con due raccolte onomastiche di\u00a0<strong>Gerhard Rohlfs<\/strong>, col\u00adlana che intende completare il progetto lessicografico del Centro, inte\u00adgrando il Vocabolario con una serie di lessici dialettali dalle pi\u00f9 diverse ca\u00adratteristiche: oltre ai lessici etimologici e storici gi\u00e0 ricordati, anche riedi\u00adzioni di antichi vocabolari, raccolte lessicali di significative parlate locali, lessici settoriali concepiti secondo il metodo \u201cparole e cose\u201d, attenti cio\u00e8 ai dati etnografici e della cultura popolare. I due pi\u00f9 recenti programmi di ricerca sono quelli sociolinguistico e geolinguistico.\u00a0Nel settore sociolinguistico, l\u2019impegno di gran lunga pre\u00advalente ha coinciso con il progetto OLS (Osservatorio Linguistico Sicilia\u00adno) \u2013 promosso dalla Regione Siciliana e coordinato da\u00a0<strong>Franco Lo Piparo<\/strong>\u00a0\u2013 riguardante la distribuzione sociale e geografica degli usi linguistici nella Sicilia contemporanea. Per quanto riguarda l\u2019altro settore, una concreta e durevole prospet\u00adtiva di lavoro nel campo della geografia linguistica \u00e8 legata alla realizza\u00adzione di un \u201cAtlante linguistico della Sicilia\u201d, diretto da\u00a0<strong>Giovanni Ruffino<\/strong>. Trattandosi di una prospettiva di lungo periodo oltre che di rilevante im\u00adpegno, il Centro ha in vari modi sollecitato gli apporti e i suggerimenti de\u00adgli specialisti italiani ed europei, cos\u00ec che il progetto geolinguistico sicilia\u00adno si trova oggi al centro dell\u2019interesse della geolinguistica italiana e ro\u00admanza.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt;\">Negli ultimi anni, questa feconda attivit\u00e0 si \u00e8 svolta in varie direzioni: nella promozione di iniziative di grande rilievo internazionale; nel rinno\u00advamento istituzionale e nell\u2019ampliamento degli orizzonti di ricerca. Il primo obiettivo \u00e8 stato pienamente realizzato con la organizzazione del XXI Congresso internazionale di linguistica e filologia romanza, even\u00adto che \u2013 dopo Zurigo (XX Congresso, 1992) e prima di Bruxelles (XXII, 1998) \u2013 ha riunito a Palermo, dal 18 al 24 settembre 1995, pi\u00f9 di mille stu\u00addiosi provenienti da 38 paesi di tutti i continenti. Anche la pubblicazione dei sei volumi di Atti<sup>16<\/sup>,accolti nel catalogo di un editore prestigioso come Niemeyer ma interamente curati e realiz\u00adzati a Palermo, ha ulteriormente consolidato l\u2019immagine del Centro come istituzione di livello internazionale. Dopo la conclusione di questo straordinario impegno congressuale, si apre una riflessione sul futuro del Centro e sui nuovi traguardi, anche al\u00adla luce dei contesti culturali e sociali che si sono andati via via formando in Sicilia e non soltanto in Sicilia. Tale riflessione si conclude alla fine del 1998 con la riscrittura dello Statuto e il coinvolgimento nel nuovo Con\u00adsiglio del Centro della nuova leva di filologi e linguisti che si era affermata nell\u2019ultimo decennio, e che aveva gi\u00e0 assicurato un apporto assai significativo. Dopo la celebrazione del Cinquantenario con il Convegno su \u201cParlare oggi. Dinamiche linguistiche nell\u2019Italia contemporanea\u201d (Palermo, 25 febbraio - 2 marzo 2002), si delineano sempre pi\u00f9 ni\u00adtidamente i nuovi orizzonti di ricerca che estendono e arricchiscono la tradizione di impegno nel campo filologico e linguistico: la edizio\u00adne della Scuola Poetica Siciliana e dei Siculo-Toscani, affidata a\u00a0<strong>Roberto Antonelli<\/strong>,\u00a0<strong>Rosario Coluccia<\/strong>\u00a0e<strong>\u00a0Costanzo Di Girolamo<\/strong>; il completamento del <em>Vocabolario sicilia\u00adno<\/em> e della edizione dei testi antichi; la prosecuzione dell\u2019impegno di ri\u00adcerca per l\u2019Atlante Linguistico della Sicilia; un sempre maggiore incorag\u00adgiamento e coinvolgimento di giovani studiosi e uno speciale impegno nel promuovere la tradizione linguistica regionale presso la Scuola e le Co\u00admunit\u00e0 locali.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt;\">La pubblicazione, nella primavera del 2008, della edizione dei <em>Poeti della Scuola Siciliana<\/em><sup>17<\/sup>\u00a0nella prestigiosa collana de \"I Meridiani\", sanciscono questo nuovo impegno. Col compimento dei primi cinquant\u2019anni di attivit\u00e0, il Centro di stu\u00addi filologici e linguistici siciliani \u2013 pur non esaurendo le finalit\u00e0 stabilite mezzo secolo prima \u2013 ha indiscutibilmente reso uno straordinario servizio alla comunit\u00e0 scientifica e alla Sicilia, ricostruendone l\u2019intera vicenda linguistica, documentandone gli aspetti e i momenti pi\u00f9 salienti, descriven\u00addone l\u2019assetto e cogliendo i pi\u00f9 significativi dinamismi di una lingua (e di una societ\u00e0) in rapida trasformazione.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><span style=\"font-size: 14pt;\">Giovanni Ruffino<\/span><\/p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div><div id=\"pg-180-3\"  class=\"panel-grid panel-has-style\" ><div class=\"siteorigin-panels-stretch panel-row-style panel-row-style-for-180-3\" data-stretch-type=\"full-width-stretch\" ><div id=\"pgc-180-3-0\"  class=\"panel-grid-cell\" ><div id=\"panel-180-3-0-0\" class=\"so-panel widget widget_black-studio-tinymce widget_black_studio_tinymce panel-first-child panel-last-child\" data-index=\"3\" ><div class=\"textwidget\"><p>&nbsp;<\/p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><div id=\"pg-180-4\"  class=\"panel-grid panel-no-style\" ><div id=\"pgc-180-4-0\"  class=\"panel-grid-cell\" ><div id=\"panel-180-4-0-0\" class=\"so-panel widget widget_black-studio-tinymce widget_black_studio_tinymce panel-first-child panel-last-child\" data-index=\"4\" ><h3 class=\"widget-title\">NOTE<\/h3><div class=\"textwidget\"><ol>\n<li style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">F. Branciforti,\u00a0<em>La ricerca filologica in Sicilia<\/em>, in\u00a0<em>La presenza della Sicilia nella cultu\u00adra degli ultimi cento anni\u00a0<\/em>(<em>Atti del Congresso storico internazionale tenuto a Palermo dal\u00adla Societ\u00e0 Siciliana per la Storia Patria nel centenario della fondazione, 20-25 ottobre 1975<\/em>, 2 voll., Palermo 1977, 1, pp. 489-517).<\/span><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">G. Rohlfs,\u00a0<em>Griechen und Romanen in Unteritalien<\/em>, Genf 1924; Id.,\u00a0<em>Die Quellen des unteritalienischen Wortschatzes<\/em>, in \u00abZeitschrift f\u00fcr romanischen Philologie\u00bb, XLVI, 1926, pp. 135-164; Id.,\u00a0<em>Scavi linguistici nella Magna Grecia<\/em>, Halle-Roma 1933.<\/span><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">A. Pagliaro,\u00a0<em>Sulla latinit\u00e0 di Sicilia<\/em>, in Atti del III Congresso Nazionale di Studi Ro\u00admani, IV, Roma 1933, pp. 91-101; Id., Aspetti della storia linguistica della Sicilia, in \u00abAr\u00adchivum Romanicum\u00bb, XVIII, 1934, pp. 355-380.<\/span><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">G.Alessio,\u00a0<em>Sulla latinit\u00e0 della Sicilia<\/em>, in \u00abAtti della Accademia di Scienze, Lettere e Arti di Palermo\u00bb, IV ser., VII, parte II, 1948, pagine 287-510; VIII, parte II, 1949, pp. 73-155.<\/span><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">In \u00abArchivio storico per la Sicilia orientale\u00bb, IV ser., 1950, pp. 5-34.<\/span><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">H. Schneegans,\u00a0<em>Laute und Lautentwickelung des sicilianisches Dialectes<\/em>, Strassburg 1888.<\/span><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Pubblicato a Palermo nel 1949.<\/span><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">G. Finamore,\u00a0<em>Vocabolario dell\u2019uso abruzzese<\/em>, Citt\u00e0 di Castello 1893.<\/span><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">F. D. Falcucci,\u00a0<em>Vocabolario dei dialetti, geografia e costumi della Corsica<\/em>, Cagliari 1915.<\/span><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">M. Pasqualino,\u00a0<em>Vocabolario siciliano etimologico italiano e latino<\/em>, Palermo 1875-95.<\/span><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">M. Del Bono,\u00a0<em>Dizionario siciliano italiano latino<\/em>, Palermo 1751-54.<\/span><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">V. Mortillaro,<em>Nuovo dizionario siciliano-italiano<\/em>, Palermo 1838-44 (3a ediz. Pa\u00adlermo 1876).<\/span><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">A. Traina,\u00a0<em>Nuovo vocabolario siciliano-italiano<\/em>, Palermo 1868.<\/span><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Milano-Halle 1932-39.<\/span><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Lo schedario \u00e8 consultabile nei locali messi a disposizione dall\u2019Universit\u00e0 di Catania.<\/span><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><em>Atti del XXI Congresso internazionale di linguistica e filologia romanza<\/em>, 6 volumi, a cura di Giovanni Ruffino, Niemeyer, T\u00fcbingen 1998.<\/span><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Vol. I:\u00a0<em>Giacomo da Lentini<\/em>, a cura di R. Antonelli; Vol. II:\u00a0<em>Poeti della corte di Federico II<\/em>, a cura di C. Di Girolamo; Vol. III:\u00a0<em>Poeti siculo-toscani<\/em>, a cura di R. Coluccia. La lunga fase preparatoria \u00e8 riassunta nella\u00a0<em>Premessa<\/em>, firmata da Antonino Buttitta, Giovanni Ruffino e Alberto Varvaro, integralmente ripresa a pp. 76-77.<\/span><\/li>\n<\/ol>\n<\/div><\/div><\/div><\/div><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":168,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"folder":[],"class_list":["post-180","page","type-page","status-publish","hentry"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.8 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>La storia - CENTRO DI STUDI FILOLOGICI E LINGUISTICI SICILIANI<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.csfls.it\/res\/il-centro\/la-storia\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"La storia - 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