I Poeti della Scuola siciliana
Edizione promossa dal Centro di studi filologici e linguistici siciliani
Piano dell’opera
GIACOMO DA LENTINI – Edizione critica con commento a cura di Roberto Antonelli
POETI DELLA CORTE DI FEDERICO II – Direzione: Costanzo Di Girolamo – Edizioni critiche con commento a cura di Giuseppina Brunetti, Corrado Calenda, Annalisa Comes, Aniello Fratta, Fortunata Latella, Gabriella Macciocca, Mario Pagano, Stefano Rapisarda, Margherita Spampinato Beretta
POETI SICULO-TOSCANI – Direzione: Rosario Coluccia – Edizioni critiche con commento a cura di Marco Berisso, Aniello Fratta, Riccardo Gualdo, Pär Larson, Sergio Lubello



MONDADORI, Milano ristampa 2026, ISBN 9788804815402, pagine 691, 1265, 1111, € 120,00
Già da Dante, nel De vulgari eloquentia, i poeti della Scuola siciliana sono considerati i veri fondatori della letteratura italiana. Con la loro poesia d’arte e d’autore, che rivela una profonda maturità letteraria, essi entrano quasi all’improvviso a far parte dell’ecumene della lirica cortese europea inaugurata all’alba del secolo XII dai trovatori e poi continuata dai trovieri francesi e dai Minnesänger della Germania renano-danubiana. Questa edizione critica e commentata propone l’intero corpus di 337 componimenti tramandato principalmente da tre grandi manoscritti dei secoli XIII e XIV (il Vaticano latino 3793, il Laurenziano Rediano 9 e l’ex Palatino 418, ora Banco Rari 217) e rappresenta una pietra miliare degli studi sui poeti siciliani e siculo-toscani.
Giacomo da Lentini – Edizione critica con commento a cura di Roberto Antonelli
Canzoni e discordi, Tenzone con l’Abate di Tivoli, Tenzone con Iacopo Mostacci e Piero della Vigna, Sonetti, Dubbie attribuzioni
Giacomo da Lentini, attivo come notaio alla corte di Federico II, caposcuola dei poeti siciliani e inventore della forma del sonetto, può essere considerato il fondatore della lirica italiana. Il volume raccoglie tutti i componimenti attribuitigli con verosimiglianza dalla tradizione manoscritta: tra questi le canzoni Madonna, dir vo voglio (citata da Dante nel De vulgari eloquentia), Troppo son dimorato (archetipo delle canzoni di lontananza italiane) e la celebre Meravigliosa-mente, oltre ai sonetti Io m’aggio posto in core a Dio servire (forse il suo capolavoro), Madonna à ’n sé vertute con valore e Angelica figura e comprobata (che intessendo una poesia di lode della donna amata anticipano lo Stilnovo).
Roberto Antonelli (Roma 1942 è professore emerito di Filologia e linguistica romanza alla Sapienza di Roma e presidente dell’Accademia dei Lincei).
Poeti della corte di Federico II – Edizione critica con commento diretta da Costanzo Di Girolamo
Ruggeri d’Amici, Tommaso di Sasso, Guido delle Colonne, Re Giovanni, Odo delle Colonne, Rinaldo d’Aquino, Arrigo Testa, Paganino da Serzana, Piero della Vigna, Stefano Protonotario, Iacopo d’Aquino, Iacopo Mostacci, Federico II, Ruggerone da Palermo, Cielo d’Alcamo, Giacomino Pugliese, Ruggeri Apugliese, Mazzeo di Ricco, Re Enzo, Percivalle Doria, Folco di Calavra, Filippo da Messina, Iacopo, Anonimi siciliani.
La prima generazione di poeti della corte di Federico II, legata all’imperatore e ai suoi funzionari di maggior spicco, è più radicata in Sicilia e nel Sud; la seconda si sviluppa intorno al figlio di Federico, Manfredi, con ramificazioni verso la Toscana. Tra gli autori, oltre allo stesso Federico, si segnalano Guido delle Colonne (le cui canzoni sono citate da Dante nel De vulgari eloquentia), Rinaldo d’Aquino, Pier delle Vigne, Stefano Protonotaro (la cui canzone Pir meu cori allegrari è l’unico testo integrale che ci sia stato tramandato nel siciliano originale), Cielo d’Alcamo, Giacomino Pugliese e Re Enzo, figlio naturale di Federico II che ebbe un ruolo importante nella diffusione della poesia siciliana nell’Italia del Centro-Nord.
A cura di Giuseppina Brunetti, Corrado Calenda, Annalisa Comes, Aniello Fratta, Fortunata Latella, Gabriella Macciocca, Mario Pagano, Stefano Rapisarda, Margherita Spampinato Beretta.
Costanzo Di Girolamo (Napoli 1948-2022) ha insegnato Filologia romanza sia all’estero sia all’Università della Calabria e alla Federico II di Napoli.
Poeti siculo-toscani – Edizione critica con commento diretta da Rosario Coluccia
Galletto Pisano, Compagnetto da Prato, Neri de’ Visdomini, Neri Poponi, Tiberto Galliziani di Pisa, Lunardo del Guallacca, Betto Mettefuoco, Ciolo de la Barba di Pisa Folcacchiero, Bartolomeo Mocati, Caccia da Siena, Carnino Ghiberti, Petri Morovelli, Guglielmo Beroardi, Brunetto Latini, Bondie Dietaiuti, Maestro Francesco, Ugo di Massa, Megliore degli Abati, Maestro Torrigiano, Pucciandone Martelli, Inghilfredi, Arrigo Baldonasco, Canzoni anonime siculo-toscane, Sonetti anonimi siculo-toscani, Sonetti anonimi del Chigiano.
I cosiddetti Siculo-toscani sono poeti nati e operanti in Toscana che ripropongono con adattamenti il modello siciliano. Pur nella continuità con la Scuola, i loro testi presentano innovazioni indicative dell’avvio di una stagione poetica relativamente diversa: al cosmopolitismo della corte federiciana si sostituisce un evidente municipalismo mentre ai tradizionali temi amorosi d’impronta lentiniana se ne affiancano altri che sono espressione della nuova coscienza cittadina e dei gruppi borghesi emergenti.
A cura di Marco Berisso, Aniello Fratta, Riccardo Gualdo, Pär Larson, Sergio Lubello.
Rosario Coluccia (Galatina, Lecce, 1946), autore di numerose pubblicazioni, è professore emerito di Linguistica italiana, Accademico della Crusca e direttore della rivista «Studi di Grammatica Italiana».
Per l’acquisto: sito Mondadori
