Michel Andreas | Vocabolario critico degli ispanismi siciliani

 
 
 
AUTORE |   Michel Andreas
TITOLO |   Vocabolario critico degli ispanismi siciliani
Curatore |  
collana |
anno |
pagine |
ISBN |
  Lessici siciliani, 9
1996
542

prezzo |
* disponibilità |
  € 50,00
limitata disponibilità
     
 

INDICE

PREMESSA – SIGLE E ABBREVIAZIONI BIBLIOGRAFICHE – ALTRE ABBREVIAZIONI – TRASCRIZIONE FONETICA E SIMBOLI – INTRODUZIONE

1. GLI ISPANISMI SICILIANI E ITALIANI COME OGGETTO DELLA RICERCA ETIMOLOGICA
1.1. Premessa – 1.2. La ricognizione e la rilevanza dell’elemento iberico nella lessicografia siciliana dalla seconda metà del Seicento fino al primo Novecento – 1.3. Ricerche di carattere monografico – 1.4. L’elemento iberico nelle ricerche etimologiche siciliane di carattere generale – 1.5. Gli ispanismi nella lessicografia etimologica siciliana attuale – 1.5.1. Il trattamento degli ispanismi nel VES: problemi etimologici evidenziati sulla scorta di alcuni esempi – 1.5.2. L’attendibilità dei vocabolari e vocabolarietti etimologici di carattere divulgativo e dilettantesco – 1.6. La rilevanza dell’interlinguistica italo-spagnola per la Sicilia – 1.7. L’utilità delle opere di consultazione iberoromanze per la valutazione degli ispanismi siciliani – 1.8. La lessicografia etimologica italiana e gli ispanismi siciliani – 1.9. L’utilità degli altri dialetti per l’interpretazione degli ispanismi siciliani

2. L’INFLUSSO POLITICO E CULTURALE DELLA PENISOLA IBERICA IN SICILIA DAL DUE AL SETTECENTO
2.1. Presenza e uso delle lingue iberoromanze in Sicilia – 2.2. Bilinguismo a livello individuale – 2.3. L’interlinguistica siculo-iberica a livello letterario – 2.3.1.
L’attività dei traduttori – 2.3.2. Esisteva una letteratura siciliana ispanofona? – 2.4. L’eredità spagnola in sede toponomastica e onomastica – 2.4.1. La toponomastica – 2.4.2. L’onomastica

3. FENOMENOLOGIA DELL’INTERFERENZA E DEL PRESTITO CON RIGUARDO PARTICOLARE AGLI ISPANISMI SICILIANI
3.1. Terminologia: interferenza e prestito – 3.1.1. Fenomeni d’interferenza in traduzione siculo-italiane e presso parlanti spagnoli in Sicilia – 3.1.2. Tipologia del prestito – 3.1.3. Aspetti dell’integrazione del materiale lessicale allogeno – 3.1.3.1. Parola straniera versus parola mutuata? – 3.1.3.2. Il processo d’integrazione sul piano grammaticale – 3.1.3.3. Un caso particolare dell’integrazione semantica: la paretimologia – 3.2. Approccio ad una linguistica contrastiva siculo-iberica – 3.2.1. Testimonianze comparatistiche italo-iberiche dal Cinque al Novecento – 3.2.2. Abbozzo di fonetica contrastiva siculo-ispanica – 3.2.3. Il problema delle concordanze ibero-siciliane – 3.2.3.1. Impostazione – 3.2.3.2. L’aspetto lessicale – 3.2.3.3. L’aspetto morfosintattivo – 3.2.4. Spunti di grammatica storica sotto l’aspetto dell’integrazione degli ispanismi – 3.2.4.1. Fonetica – 3.2.4.2. Morfologia: suffissazione – 3.3. Motivazione degli ispanismi – 3.4. Il criterio della datazione: possibilità d’impiego e problemi

4. LA CLASSIFICAZIONE DEGLI ISPANISMI SECONDO CRITERI ONOMASIOLOGICI, DIATOPICI, DIASTRATICI E GRAMMATICALI
4.1. Finalità – 4.2. Il criterio onomasiologico e concettuale – 4.2.1. La Giustizia – 4.2.1.1. Il diritto civile – 4.2.1.2. Il diritto penale, organi di pubblica sicurezza – 4.2.2. Cancelleria – 4.2.3. L’amministrazione comunale e regionale – 4.2.4. Economia, finanze e commercio – 4.2.5. Le forze armate – 4.2.6. Titoli – 4.2.7. La Chiesa – 4.2.8. Indumenti, materiali e accessori ornamentali – 4.2.9. La cosmetica – 4.2.10. La cucina – 4.2.11. L’alloggio – 4.2.12. La casa, l’arredamento e gli attrezzi domestici – 4.2.13. Mestieri e attività varie – 4.2.14. Artigianato, arti, attrezzi, tecnica – 4.2.15. La pesca – 4.2.16. La navigazione – 4.2.17. L’agricoltura – 4.2.18. L’equitazione – 4.2.19. La caccia – 4.2.20. Spettacoli, giochi, serate e altre festività – 4.2.21. Lotteria e giochi di carte – 4.2.22. Caratterizzazioni positive e negative, comportamento, denominazioni scherzose, ingiuriose e di scherno – 4.2.23. Ordini, misure, qualità, quantità – 4.3. Il criterio della suddivisione diatopica e distratica degli etimi – 4.3.1. Lusismi – 4.3.2. Catalanismi – 4.3.2.1. Ispanismi siciliani di origine esclusivamente catalana – 4.3.2.2. Prestiti di probabile provenienza catalana, ma con forme corrispondenti in spagnolo – 4.3.3. L’elemento iberico proveniente dalle varietà substandard – 4.3.4. Esotismi – 4.4. Il criterio grammaticale

5. INTERFERENZE E PRESTITI COME FENOMENO TESTUALE ESEMPLIFICATO SULLA SCORTA DI TESTI SICILIANI DAL QUATTRO AL NOVECENTO
5.1. Finalità e procedimento metodologico – 5.2. Tipi di testi – 5.3. L’aspetto della coerenza testuale – 5.3.1. L’ispanismo come substituens/substituendum sintagmatico – 5.3.2. L’ispanismo come parte integrante della fonologia testuale – 5.4. La presenza di spagnolismi in dipendenza dal tipo di testo – 5.4.1. L’ispanismo come ipercodifìca in documenti ufficiali – 5.4.2. L’ispanismo come elemento della stilistica testuale – 5.4.3. Tra dialettalità e ispanità: scriptae siciliane del Seicento

6. VOCABOLARIO CRITICO DEGLI ISPANISMI SICILIANI (VCIS)
6.1. Riferimenti ad alcune ricerche precedenti – 6.2. Appunti sul ricupero del materiale lessicale presentato nel VCIS e sulle fonti principali analizzate – 6.2.1. Fonti testuali – 6.2.1.1. Pubblicazioni di fonti inedite – 62.2.2. Vocabolari antichi a stampa – 6.3. Guida all’uso del VCIS – 6.3.1. Macrostruttura – 6.3.2. Microstruttura – 6.3.3. La strutturazione del VCIS in confronto agli altri vocabolari etimologici evidenziata sulla scorta di un esempio: randìgghia/rindìgghia

VOCABOLARIO
INDICE DELLE VARIANTI
INDICE DELLE VOCI IBEROROMANZE

 

PREMESSA

Il presente lavoro, che è stato approvato come tesi di dottorato nel semestre invernale 1993/94 dalla Facoltà di Filologia Moderna dell’Università di Heidelberg, si propone di fornire un’analisi approfondita del patrimonio linguistico della Spagna in Sicilia a due diversi livelli d’impostazione formale. Il primo livello riguarda la linguistica contattuale siculo-iberica nel suo complesso, vale a dire l’aspetto storico-grammaticale, il sottofondo socio-culturale nonché tutto l’ambito metodologico inerente a tale analisi. Al secondo livello invece il materiale lessicale recuperato nella ricerca filologica viene presentato in forma di vocabolario etimologico, però con alcuni elementi innovativi rispetto alla lessicografia tradizionale. Siccome il vocabolario, per motivi formali, ristrettezza di spazio, ecc., tende automaticamente a limitare l’interesse alla documentazione nonché alla datazione della voce in questione, isolandola però dal contesto ossia dalla coerenza testuale, numerosi fenomeni trattati in maniera più o meno concisa sotto i singoli lemmi, vengono presentati anche nella parte introduttiva, però sotto un’angolazione più globale. La scelta di non adottare nel VCIS una rigorosa presentazione cronologico-lineare delle attestazioni, bensì di suddividere ulteriormente in testimonianze lessicografiche e testimonianze testuali potrà sembrare da certi punti di vista discutibile, è vero, ma con tale innovazione si è cercato di introdurre le cognizioni della linguistica testuale anche nella lessicografia etimologica per conseguire una valutazione più precisa della vitalità di un dato iberismo, distinguendo tra occorrenze nella lingua oggetto (= testi) da una parte e nella metalingua (= vocabolari) dall’altra.
L’idea di dedicare un’ampia analisi all’interlinguistica italo-iberica risale allarmai lontano semestre invernale 1988/89, in seguito alla stesura di una tesina sugli italianismi nella lingua spagnola nell’ambito di un seminario d’ispanistica tenuto dalla dott.ssa Elke Grab-Kempf.
Per la realizzazione del presente lavoro sono debitore nei confronti del Centro di studi filologici e linguistici siciliani che, offrendomi una borsa di studio, mi ha messo in grado di analizzare documenti rari nelle biblioteche di Palermo. Ringrazio il prof. Edgar Radtke del Seminario di Romanistica dell’Università di Heidelberg, che è stato relatore della tesi di dottorato e che mi ha assicurato la sua disponibilità in diverse fasi dell’elaborazione. Riconoscenza particolare è dovuta al prof. Giovanni Ruffino per l’ininterrotta assistenza e l’incoraggiamento. Desidero infine esprimere tutta la mia gratitudine ai miei genitori che mi hanno sostenuto durante gli studi e durante il dottorato di ricerca.

Heidelberg, novembre 1993